I percorsi formativi che stimolano la socialità

IVREA I percorsi formativi/informativi, proposti da RE START, mirano ad ampliare i servizi del Comune rivolti al carcere, dove è già presente uno sportello polifunzionale che fornisce consulenze individuali. Si prevede di organizzare quattro gruppi di lavoro per dieci detenuti volti a stimolare la socialità e lo spirito di aggregazione fra i partecipanti. I temi prenderanno in considerazione anche le richieste presentate, via via, dai partecipanti. Ogni percorso avrà una durata di dodici ore e contempla incontri durante i quali si affronterà il tema del lavoro, puntando l'attenzione su come migliorare la possibilità di trovarlo, come individuare le professioni più adatte, come impostare in maniera efficace la ricerca del lavoro stesso. Si parlerà anche di prevenzione sanitaria e dei rischi connessi all'uso e abuso di sostanze, dalle droghe all'alcol. Alla fine gli operatori distribuiranno materiale informativo e un questionario per rilevare il gradimento del percorso da parte dei beneficiari. C'è quindi la parte destinata ai laboratori di formazione/stage, volte al rafforzamento delle competenze professionali. Si integreranno e amplieranno pertanto le attività formative già presenti all'interno della Casa Circondariale di Ivrea, tramite la realizzazione di quattro laboratori per 40 carcerati, per consentire l'acquisizione di competenze ed abilità spendibili in una futura attività lavorativa. Tutti i laboratori saranno realizzati dalla Fondazione Casa di Carità Arte e Mestieri. Sulla base delle richieste inoltrate dai diretti interessati si attiveranno due laboratori di informatica di base, della durata di 60 ore ciascuno, due di legatoria artigianale, decorazione carta e restauro libri, uno di base e l'altro avanzato, della durata di 50 ore ciascuno. Al fine di ridurre lo stato di povertà dei detenuti verrà erogato sia alle persone che parteciperanno ai laboratori sia agli stagisti un contributo economico pari a 2 euro l'ora. I tirocini formativi e di orientamento sono destinati ai detenuti che stanno per essere scarcerati, alle persone in carico all'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna e a coloro che sono stati scarcerati da non oltre 6 mesi. I tirocinanti saranno selezionati da un'apposita équipe. Due sono le tipologie di tirocinio. La prima, di tipo pre–lavorativo, sarà rivolta alle persone con un buon grado di autonomia nella ricerca di un lavoro, che hanno difficoltà a trovare un'occupazione essenzialmente per i loro trascorsi delinquenziali e per l'attuale situazione di crisi del mercato del lavoro. La durata può variare da un minimo di tre mesi a un massimo di sei e non è ripetibile nel medesimo posto di lavoro. La seconda tipologia di tirocini è rivolta alle persone che presentano una scarsa autonomia nell'utilizzare strumenti per la ricerca del lavoro. L'équipe multidisciplinare realizzerà per loro una serie di interventi, quali azioni di orientamento e l'attivazione di tirocini osservativi/formativi, con una finalità pedagogica. «Questo tipo di esperienza- sottolinea Dallan- permette al soggetto di sviluppare una cultura del lavoro attraverso la possibilità di acquisire o riacquisire la capacità di rispettare le regole, a partire dagli orari, di confrontarsi con un compito, di interagire con i colleghi di lavoro e di sperimentare le proprie risorse e capacità. Al termine del percorso, se l'équipe ritiene siano maturate le condizioni di occupabilità, l'utente potrà essere avviato ad un tirocinio pre-lavorativo. Un tutor seguirà i soggetti nel tirocinio». (g.a.)