Dini: subito correttivi o andiamo a fondo
di Roberta Giani wTRIESTE «In-so-ste-ni-bi-le. La situazione, ormai, è diventata in-so-ste-ni-bi-le». Lamberto Dini, senatore del Pdl, già direttore di Bankitalia, presidente del consiglio e più volte ministro, mentre la speculazione aggredisce il Belpaese, non sfoggia la diplomazia. Non stavolta. Ma invoca, con forza, una manovra bis. Da approvare immediatamente: «I correttivi servono subito, non a settembre, perché ogni giorno le cose peggiorano». Senatore Dini, tra la crescita stentata e l'assedio dei mercati, l'Italia stavolta sta ballando sul Titanic? C'è un problema di credibilità internazionale. La buona manovra approvata dal Parlamento, in grande velocità, non è stata considerata sufficiente dai mercati. E oggi il differenziale tra i tassi di interesse che l'Italia deve pagare per emettere i suoi titoli e quelli della Germania ha toccato il record del 3,80%. Risultato: il Tesoro, prima della crisi, si indebitava al 4,5%. Oggi al 6-6,5%. Un dato insostenibile. Quanto grave è la situazione? Più o meno di quella del '95 quando lei era premier? È più difficile perché, nel '95, l'Italia non era nell'euro e poteva manovrare il valore della lira. Oggi non ha quella flessibilità. Adesso dobbiamo aspettarci nuovi e più virulenti attacchi dei mercati? Vediamo ogni giorno vendite di titoli italiani e niente acquisti. Quindi dobbiamo aspettarci nuove ondate speculative in agosto. La situazione richiede un intervento immediato e forte per correggere l'attuale deriva provocata dalla speculazione. Serve un rafforzamento della manovra appena approvata. E io, i miei suggerimenti, li ho già dati. Quali sono i principali? Dobbiamo anticipare al 2012 le misure di riduzione della spesa previste per il 2013 e 2014. Dobbiamo introdurre elementi strutturali di snellimento dell'apparato dello Stato, con l'abolizione di Province e l'accorpamento dei Comuni, dando un segnale chiaro ai mercati. Ancora, dobbiamo vendere gli immobili dello Stato che sono valutati 130 miliardi di euro. E queste misure basterebbero a rassicurare i mercati? Non posso averne la certezza. Ma ritengo che un insieme di misure di questo tipo - escludendo invece tassativamente la patrimoniale - potrebbe calmare i mercati perché sentirebbero che l'Italia fa sul serio. Quando va fatta la manovra bis? Subito. Le cose peggiorano ogni giorno. Impossibile aspettare metà settembre. Finiremmo travolti. Crede che il governo Berlusconi abbia la forza per fare quello che serve? Vedremo quello che ci dirà alla Camera, non lo so. Ma l'Italia non è sotto scacco per la perdita di credibilità politica? Certamente, questo è un fattore. Ma un governo debole può avere un sussulto e approvare misure forti. Ci crede? Certamente vedo che sta crescendo la consapevolezza dell'urgenza di agire: la casa brucia. E quando brucia, l'incendio si deve spegnere. Il governo Berlusconi è il più adatto a spegnerlo? O sarebbe meglio un nuovo governo? Questo è il governo. Queste sono le carte. E con queste dobbiamo giocare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA