Fiat, le condizioni di Marchionne

TORINO L'investimento nella fabbrica di Pomigliano, dove si produce la Panda, andrà avanti, ma il contratto sulla newco non si ridiscute. Quanto al resto è congelato, con un avvertimento: «Se il sistema Paese non aiuta, la Fiat è pronta a trarne le conseguenze e a valutare altre opzioni». Con la consueta chiarezza l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ribadisce, la posizione del Lingotto sul progetto Fabbrica Italia. È la prima volta che il manager parla dopo la sentenza del Tribunale di Torino sul ricorso Fiom contro il contratto di Pomigliano. L'occasione gliela danno gli analisti finanziari nella conference call sui risultati di Fiat Spa nel secondo trimestre 2011, chiuso con un utile netto pari a 1.237 milioni di euro, influenzato da proventi netti atipici di 1.058 milioni di euro determinati dalla valutazione della quota detenuta in Chrysler in conseguenza del consolidamento. Sono stati rivisti al rialzo, invece, i target per l'anno in corso (inclusa Chrysler per 7 mesi) di Fiat Spa: ricavi consolidati oltre 58 miliardi di euro, risultato della gestione ordinaria circa 2,1 miliardi di euro, utile netto circa 1,7 miliardi di euro e indebitamento netto industriale nell'intorno di 5,0-5,5 miliardi di euro circa, superiore alle attese degli analisti, tanto che il titolo ha accusato pesanti ribassi in Borsa. Nessuna certezza, dunque, sul futuro di Mirafiori e Grugliasco, mentre solo Pomigliano non è rischio, perchè lì l'investimento da 700 milioni è già partito e «non si torna indietro». «Il nostro impegno in Italia - afferma Marchionne - è chiaro, abbiamo dato un contributo alla modernizzazione del Paese. Non possiamo fare di più». Venendo ai conti di Chrysler, un secondo trimestre in rosso ma «storico» ha detto Marchionne: perché archivia il periodo con perdite per 370 milioni di dollari in seguito al rimborso, con sei anni di anticipo, dei prestiti ricevuti dagli Stati Uniti e dal Canada. I ricavi balzano del 30% a 13,7 miliardi di dollari. L'utile operativo schizza a 507 milioni di dollari a fronte dei 183 milioni del 2010. Marchionne evidenzia che «la nuova squadra per la riorganizzazione e la gestione di Fiat-Chrysler come un gruppo globale sarà annunciata «nei prossimi giorni». A chi gli chiedeva nel corso della conference call se resterà amministratore delegato di Chrysler, Marchionne ha detto: «Non posso rispondere, ma Chrysler mi piace veramente». Le vendite di Chrysler nel secondo trimestre sono salite del 19% a 486.000 unità.