Lo sdegno dei No Tav: «Ci vogliono criminalizzare»
ROMA Dai No Tav si sono levati commenti sdegnati sulle voci, riprese anche da alcuni siti Internet, che hanno avanzato il sospetto di un ruolo del movimento nell'incendio. Su Twitter e su Facebook sono cominciati a circolare anche i post di replica ai siti. «Vergogna» è stata una delle espressioni più adoperate. «È già un miracolo - ha detto un altro internauta - che non ci abbiano dato la colpa dell'attentato di Oslo». Un altro ha osservato che si tratta di un evidente tentativo di «criminalizzare il movimento». Nella mattinata di ieri si era infatti diffuso il sospetto che il movimento No Tav potesse avere un coinvolgimento nell'incendio sviluppatosi nella sala apparati della stazione Tiburtina, che è destinata a diventare il principale scalo romano e snodo dell'alta velocità. «Il clima è sotto gli occhi di tutti», avevano riferito fonti di polizia ai cronisti che chiedevano se la stazione fosse un obiettivo sensibile per via delle proteste. Intanto nuove tensioni si sono registrate sabato notte e all'alba di ieri a Chiomonte (Torino), fra manifestanti No Tav e forze dell'ordine, con lancio di petardi, pietre e bulloni contro polizia e carabinieri, che hanno risposto con un idrante e alcuni lacrimogeni. Ieri mattina inoltre, un gruppo di giovani, tutti con il viso coperto, si è avvicinato a uno dei cancelli e, dopo aver scandito slogan, ha lanciato palloncini contenenti liquido organico e palline imbrattate. Un nuovo raduno di protesta c'è stato ieri pomeriggio, nella zona della centrale elettrica. C'erano 300 ex alpini, tutti con il cappello del Corpo, ma anche donne, ragazzini, anziani. Presente Haidi Giuliani, la mamma del giovane Carlo, ucciso da un carabiniere durante gli scontri al G8 di Genova nel 2001.