Furibondi i "soliti tartassati"

IVREA Ancora poco informati gli eporediesi rispetto alle conseguenze che la manovra finanziaria potrebbe avere sulla Sanità e sul loro portafogli, se e quando, ovviamente, questa verrà applicata anche in Piemonte. Arrabbiati, delusi, spaventati da questa eventuale tassa sulla salute che non piace a nessuno. «Siamo di fronte all'ennesima stangata – dice Antonio Basso -. Chi ci governa fa tante belle parole, ma nemmeno un fatto concreto per assicurare il benessere dei cittadini. Intanto la mia situazione, come quella di tante altre persone, rischia di peggiorare ogni giorno di più». Maria Servodidio osserva: «E' una vergogna. Dovrebbero gravare sui redditi dei miliardari per recuperare i soldi che servono non certo su quelli della gente comune. Ci sono persone che devono andare avanti con poche centinaia di euro al mese e per loro non viene fatto nulla. Invece quello che bisognerebbe fare sul serio è una manovra per permettere a chi è in difficoltà di vivere dignitosamente». Fuori dall'ospedale di Ivrea il via vai degli utenti che si dirigono ai vari reparti per prenotare o fare esami diagnostici è continuo. Non tutti hanno voglia di parlare. «Siamo un Paese ormai allo sfascio dove a pagare sono sempre operai e pensionati». «Non è giusto quello che sta capitando – tuona Franco Vergati -. Io ho sempre bisogno di cure e di visite. Per ora sono esente dal ticket, ma chi mi assicura che poi sarà ancora così? Se in Italia ci sono dei problemi dovrebbero essere tutti a fare la propria parte». Lapidario Giovanni Pomatto Minello: «Quelli che siedono in Parlamento dovrebbero andare tutti a casa. Serve aria nuova in questo Paese».