Una città sottosopra ed ora dilaga la polemica
Un'ordinanza che dà incarico ad una serie di ditte affinché provvedano alla pulizia degli immobili, ed al ripristino dei danni alluvionali, è stata emessa dal sindaco di Castellamonte ieri mattina, giovedì, il giorno dopo i nubifragi che hanno provocato gravi danni al patrimonio pubblico e privato. «Solo l'allagamento del magazzino comunale sottostante la scuola media "Cresto" – spiega il sindaco della città della ceramica Paolo Mascheroni – ammonta ad oltre 100mila euro." Sono state sepolte dal fango quattro autovetture, due motocicli e l'intera attrezzatura in dotazione al locale gruppo di Protezione civile. (d.r.) CASTELLAMONTE La costituzione di un Comitato di cittadini, le cui abitazioni sono state invase dall'acqua e dal fango fuoriuscito, mercoledì scorso, dal rio San Pietro, è ciò che auspicano l'ex assessore ai Lavori Pubblici di Castellamonte, Piero Ruffatto Tola, e dall'attuale consigliere di minoranza, Pasquale Mazza. Entrambi citano il progetto originario di rimodulazione dell'alveo del rio, redatto dall'ingegner Luciano Compagni. «Nel tratto del rivo San Pietro, già appaltato dalla precedente amministrazione e poi bocciato dalla giunta Mascheroni – spiegano Ruffatto Tola e Mazza -, la dicitura era la seguente: "Al fine di migliorare la portata idraulica del rio è prevista la riprofilatura dell'alveo in corrispondenza del ponte San Pietro e la riprofilatura e la costruzione di una platea sotto il ponte dell'ex officine Omb (ora sede della Croce Rossa) per la lunghezza complessiva di circa 22 metri». Proprio la creazione di una vera e propria diga, composta da tronchi e rami d'albero sotto questo ponte, ha fatto da tappo allo scorrimento dell'acqua verso Sant'Antonio. Acqua e fango che ha invaso non solo lo scantinato della scuola media "Giacomo Cresto", ma che è penetrata negli alloggi, tavernette, garages e scantinati dell'intero Borgo Nuovo, compreso tra via 25 Aprile e via Piccoli, provocando danni enormi. «Una cosa allucinante – raccontano, ancora sotto shock, gli abitanti di una ventina di villette, tra cui le famiglie Silvestri, Alberghino, Comberiati, Fazzari e Vota -. Non abbiamo mai visto una cosa simile. Mercoledì pomeriggio, poco dopo le 18, l'acqua, dopo aver divelto la recinzione della media "Cresto", si è riversata sulle nostre case danneggiando tutto ciò che ha trovato, dalle caldaie ai frigoriferi, dai divani alle lavatrici. Uno scempio». Riempite di fango anche alcune autovetture che i proprietari non hanno potuto portare in salvo. «Si è trattato di un vero e proprio "disastro annunciato" – aggiungono Ruffatto e Mazza -. Nonostante l'evento eccezionale, il rio San Pietro è l'unica corso d'acqua straripato in un centro abitato di tutti i Comuni del Canavese». Straripamento dovuto, secondo i due consiglieri, alla mancata pulizia dell'alveo. Invaso anche il "Magazzino della scarpa" di via Piccoli. Ma non solo gli abitanti del Borgo Nuovo si sono rimboccate le maniche per ripulire garages e scantinati. Anche a Spineto, in via delle Scuole, l'acqua ha invaso l'abitazione di Tiziana Luvera. La bufera di vento collegata a pioggia e grandine ha sradicato alberi in varie parti della città e frazioni e danneggiato orti e vigneti. In via Meuta si è creato un vero e proprio torrente d'acqua e pietre finite nella sottostante via IV Novembre. Anche l'asilo nido "I nanetti" di via Barengo è stato invaso dall'acqua fuoriuscita dal rio Leonatto. Acqua e fango, come all'inizio degli Anni Novanta (quando sindaco era Giacomo Mascheroni, papà dell'attuale primo cittadino) hanno invaso anche la centralissima piazza Martiri della Libertà entrando anche nell'albergo "Tre Re" e nel vicino "Bar Ronco", rimasto chiuso anche il giorno successivo. Il sole di ieri non ha rasserenato gli animi, anzi. Dario Ruffatto