Il focolaio è ancora lontano ma mai abbassare la guardia

LUGNACCO Esterina Cassetto, a Lugnacco, è titolare dell'unica azienda che abbia ottenuto la D.O.C Canavese in Valchiusella. Le sue vigne si estendono fino a Loranzè e Fiorano fruttando ogni anno quattromila bottiglie tra Canavese Barbera, Canavese rosso (Barbera e Freisa) e bianco (Erbaluce). Signora Cassetto, la Flavescenza si è già presentata in valle? «Per fortuna no. È venuto da poco il tecnico agronomo della Comunità Montana, Giancarlo Pelizza, a fare un sopralluogo, ha esaminato tutte le viti e le ha trovate sane, almeno per quest'anno il rischio è scongiurato». Si può tirare un sospiro di sollievo? «Non troppo, perché la Flavescenza è una malattia insidiosa, prende la vigna improvvisamente, a chiazze e si trasmette facilmente da pianta a pianta durante la potatura. E una volta che la vite è malata non c'è più nulla da fare». Come vi regolate per i trattamenti obbligatori? «Noi non siamo considerati ancora zona focolaio, ma il Castellamontese non è troppo lontano. Adesso è tutto nelle mani della Comunità Montana Valle Sacra, Valchiusella e Dora Baltea. Una volta non trattavamo correttamente nemmeno l'Oidio (una malattia causata da funghi parassiti). Adesso siamo seguiti dai loro tecnici che ci consigliano i prodotti adeguati. Ho chiesto che posizionassero anche delle trappole per lo Scaphoideus in modo da valutare meglio il rischio, ma non ci sono state concesse perché il territorio è troppo piccolo e ci sono soltanto io come produttore». Novità per la Valchiusella vinicola? «Il periodo è ancora duro, ma i continui riconoscimenti come ottenuti come l'ingressio nel Paniere della Provincia , e i risultati conseguiti alle fiere di Torino fanno sperare per il meglio». (ri.fro.)