Formalizzato al Ministero l'accordo per la cassa dei 223
CALUSO E' stato formalizzato mercoledì 6 luglio al Ministero del lavoro l'accordo, siglato lunedì 20 giugno, presso la sede eporediese di Confidustria, tra la Compuprint di Leinì (l'ex Sferal di Caluso) e le organizzazioni sindacali Fim e Uilm, e la RSU Fiom di fabbrica, per la cassa integrazione straordinaria per cessata attività per 223 lavoratori su 268. Come è noto la durata della cassa sarà di un anno, prorogabile di un altro anno nel caso l'azienda ricollocasse il 30% dei lavoratori. L'azienda da parte sua ha confermato che manterrà in carico 28 addetti, e, con un piano di ricollocazione si è impegnata a riassorbirne altri 17 entro il 31 maggio 2012. Al termine della cassa scatta il licenziamento, mitigato dalla mobilità volontaria con un incentivo all'esodo di 2500 euro. Cessata l'attività produttiva a Leinì resta attivo il cd "progetto e attività correlate", workshop, prototipazione, riparazione e produzione in piccola serie di impianti fotovoltaici. La Fiom-Cgil invece non ha firmato l'accordo motivando la propria posizione durante l'assemblea coi lavoratori prima della sigla dell'accordo a Ivrea, successivamente formalizzata con una lettera scritta. Per il pomeriggio di oggi, venerdì 8 luglio, al Centro aperto di Caluso la Fiom ha organizzato un'assemblea straordinaria rivolta a tutti gli iscritti ed ai simpatizzanti Fiom. «Inoltre - spiegano Fabio Bellino, responsabile territoriale Fiom e Lino Malerba della Fiom del Canavese - abbiamo richiesto un incontro presso l'unità di crisi attivata al Ministero dello sviluppo economico, col coinvolgimento degli enti locali. L'azienda dovrà rispondere degli impegni che aveva formalizzato al momento dell'acquisizione dal gruppo Finmek dal commissario insieme alle istituzioni, dal Ministero agli enti locali che avevano garantito il rispetto degli accordi stessi. Con la lunga storia che ha caratterizzato questa vicenda noi non possiamo liberare la Compuprint ed il gruppo GDS dalle loro responsabilità, nè possiamo tollerare che le istituzioni locali e nazionali non si pongano il problema della ricollocazione dei lavoratori». (l.m.)