Core Informatica assume sei addetti Compumaint

Una convenzione tra la curatela fallimentare ed il Comune di Ivrea. Era stata sottoscritta nei mesi scorsi e, in maniera piuttosto innovativa, ha consentito l'anticipo delle spettanze della cassa integrazione straordinaria, in modo da agevolare lavoratori che, per dieci mesi, erano rimasti senza stipendio e costretti comunque a presentarsi nello stabilimento di Scarmagno. Nel mese di aprile, i lavoratori erano stati ricevuti dal vescovo di Ivrea Arrigo Miglio che, insieme con il cardinale Tarcisio Bertone, è sempre rimasto vicino alle vicende di Compumaint. IVREA La Core Informatica, azienda di information technology nata nel 1997 da un gruppo di sistemisti cresciuti nel mondo Olivetti, assorbirà sei lavoratori dal fallimento Compumaint. La proposta di Core Informatica ha consentito al curatore fallimentare, l'avvocato Giancarlo Guarini, di revocare la procedura di licenziamento dei dodici lavoratori ancora in carico alla procedura e di ottenere dalla Regione altri mesi di cassa integrazione in deroga. L'ingresso della Core Informatica nella trattativa - unica azienda che abbia presentato una proposta alla curatela fallimentare - risale a qualche settimana fa. «Con il Comune, la Provincia, le organizzazioni sindacali e gli stessi lavoratori - sottolinea l'avvocato Guarini - abbiamo fatto un percorso aperto e condiviso». Nei mesi scorsi, in seguito ad un bando, tutti i beni mobili di Compumaint sono stati venduti mentre è stata consegnata alla procura della Repubblica di Ivrea la relazione del curatore sul come e perchè la società è fallita. Quanto ai dipendenti, l'avvocato Guarini, sulla base delle procedure, aveva paletti molto stretti: in assenza di proposte concrete di riassorbimento dei lavoratori era stato costretto ad aprire la procedura per il licenziamento, a far data dal 2 luglio. Core, invece, sulla base di una commessa triennale, ha dato la propria disponibilità a riassorbire sei lavoratori al termine di un percorso di riqualificazione e formazione personale. E la cassa integrazione in deroga, intanto, può continuare. Certo, il percorso è difficile e la storia dei lavoratori Compumaint (ex C&P, ex Cms, ex Ics, ex Op Computer) è dolorosa e passa attraverso fallimenti, ristrutturazioni e tante (troppe) promesse mancate. Venti sono stati riassorbiti da Cell Tel che ha rilevato le commesse che erano di Compumaint. Cell Tel, pur impegnandosi a riassorbire trenta dei trentacinque dipendenti, non ha mai formalizzato con la curatela la propria proposta. E loro, i cassintegrati Compumaint, ricevuti recentemente anche dal vescovo Arrigo Miglio, non hanno mai smesso di far sentire la loro voce. L'accordo con Core Informatica scongiura il licenziamento immediato ma non risolve completamente il problema: sei persone sono ancora in attesa di un posto. Dice Lino Malerba, funzionario Fiom: «Siamo felici che a questi lavoratori, rimasti senza stipendio per un anno, si aprano le porte di un nuovo lavoro. Non siamo però soddisfatti perchè sei persone stanno ancora aspettando. E pur essendo apprezzabile l'offerta di Core Informatica è una soluzione a termine, con l'assunzione a tempo determinato e con un profilo professionale più basso rispetto a prima». (ri.co)