Addio MotoGp Dal 2012 spazio alla Moto1
Una nuova rivoluzione tecnica attende il Motomondiale al termine della stagione. Il futuro della Moto1 (così si chiamerà dal 2012 la categoria regina) è già cominciato e non solo perché Valentino Rossi e Casey Stoner, nei ritagli di tempo, macinano chilometri al Mugello e Jerez rispettivamente in sella alla Ducati e alla nuova Honda Rcv versione 2012. Ovvero con cilindrata riportata a 1000cc, in vigore dall'avvento della MotoGp (2002) fino al 2006 e ancora a partire dal prossimo anno. Nel frattempo, dall'ultima "mille" appannaggio a sorpresa di Nicky Hayden su Honda (il vero, forse unico rimpianto nella carriera del Dottore), lo scenario al vertice del campionato è leggermente cambiato. Tra i ragazzi terribili cresciuti alla corte iberica, Jorge Lorenzo è divenuto un punto di riferimento, sino alla vittoria del Mondiale 2010, mentre gli italiani che scalpitano alle spalle di Valentino adesso si chiamano Andrea Dovizioso e Marco Simoncelli. Torniamo a Lorenzo, ieri imbattibile, oggi un po' in difficoltà. Tanto da chiedersi se fu vera gloria quella conquistata con merito dal maiorchino ma senza l'avversario più acclamato e prestigioso. L'esito della passata stagione risponde al quesito in modo affermativo, né più né meno di quanto legittimo fosse stato il campionato 2007 nelle mani di Stoner, accovacciato nel cupolino dell'imprendibile Ducati. Troppo semplicistico è però definire Rossi un pilota diverso da quello che ai rivali lasciava le briciole sino a un paio d'anni fa, che ora gli scettici bollano come un personaggio condizionato nel fisico e nelle motivazioni. Più credibile, in questa MotoGp dall'elettronica esasperata e dalla variabile gomme in grado di determinare sostanziali differenze a fronte di minime modifiche, è quanto il mezzo debba ormai essere concepito per il pilota designato e indossato ad hoc come fosse un vestito su misura. Senza queste ideali condizioni gli assi delle due ruote faticano sempre più ad adattarsi. La storia delle corse insegna che i grandi campioni in passato hanno avuto il sopravvento sull'imperfetta adattabilità alle moto, sfruttando il loro grande talento e il coraggio di gareggiare al di sopra dei problemi senza porsi troppe domande. Oggi, con così? tante componenti a determinarne il rendimento globale, tutto ciò è più difficile e Lorenzo ha dimostrato in questo avvio di stagione di non poter guidare a mente sgombra sui problemi della M1. Eppure gli assi sono gli stessi di sempre, pronti a rientrare in auge non appena raggiunto il feeling con la moto e persino tra gli outsider odierni c'è chi – Colin Edwards e Ben Spies – ha vinto un Mondiale Superbike in rimonta mettendo una pezza alle carenze del mezzo, proprio mentre il compagno di squadra giudicava la stessa moto inguidabile. A proposito del Circus delle derivate dalla serie: il presidente della Federmoto internazionale, Vito Ippolito ha recentemente ribadito che nessuna moto completa derivata dalla produzione può correre nelle classi del Motomondiale, omologata o meno per le categorie del Mondiale Superbike. Il concetto lascia intendere che sia permesso utilizzare nella MotoGp 2012 solo i propulsori di moto omologate, come già avviene con i Cbr 600 nella Moto2 nata lo scorso anno. Il ritorno alle mille deve essere considerato una scelta più politica che tecnica. Temendo di perdere dopo la Kawasaki anche la Suzuki (nessun prototipo da 1000cc è annunciato in produzione per la Casa nipponica) e di ritrovarsi con una griglia di partenza ancor più scarna, la Dorna ha aperto le porte ai cosiddetti Crt, acronimo di Claiming rule team. Rimpolpando gli schieramenti e incassando introiti da nuove tasse d'iscrizione verrà data la possibilità di competere a chi riesce a mettere insieme una ciclistica completa, sfruttando motori derivati dalla serie, come già avviene di fatto in Moto2. Da qui la specifica del presidente Ippolito: propulsori sì, moto complete no. Ma sul fronte dei nuovi candidati solo la Suter-Vds motorizzata Bmw dispone al momento di sponsor e moto, insomma di un progetto, anche se si vocifera che la scuderia Skks sia a buon punto per assicurarsi il motore iridato dell'Aprilia Rsv4. Meno male che il boss Carmelo Ezpeleta si dice fiducioso che le moto al via il prossimo anno siano 22. (g.p.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA