Petizione contro l'antenna Vodafone
di Vincenzo Iorio wMERCENASCO Se non fosse proprio così potrebbe sembrare uno scherzo. E anche ben riuscito. Il problema è che quel ripetitore della Vodafone, nel bel mezzo del campo da calcio di Mercenasco, tutto è tranne che una burla. Lo sanno bene coloro, per lo più bambini e ragazzi, che fino a pochi giorni fa andavano a giocare in questo fazzoletto di verde posto in via Piacentino, poco distante dal cimitero. Nelle mani del sindaco, Giovanni Levrio, c'è ora una petizione firmata da 125 cittadini (su 1.200 residenti) che chiedono di sospendere i lavori e di trovare un'altra area idonea per far sorgere l'impianto di telefonia cellulare. La storia di questo ripetitore Vodafone comincia un paio di settimane fa, quando qualcuno in paese si accorge del piccolo cantiere che alcuni operai stanno allestendo nell'area di rigore del campo da calcio. «Vuoi vedere che finalmente il Comune ha deciso di ristrutturare quest'area» - hanno pensato i più ingenui davanti a quella recinzione arancione. Ma le speranze sono presto crollate, quando l'impiegato del Municipio ha spiegato ad alcuni cittadini che lì, proprio tra la linea di fondo e il calcio d'angolo, sarebbe sorto un ripetitore telefonico. Eh sì, perché quello che più fa arrabbiare questi cittadini è il non aver saputo nulla di quello che stava accadendo nel "loro" campo sportivo, se non quando sono spuntati gli operai. «E' incredibile - spiega uno di loro, l'avvocato Giacomo Vassia -. Questo è il solo posto in cui i ragazzi possono giocare e il Comune, invece di rimetterlo a nuovo, cosa fa, ci fa costruire un ripetitore e delimita l'area con del cemento. Cosa ci guadagna da tutto questo la comunità? Un canone di appena 3.500 euro all'anno». Nella petizione, i 125 residenti ricordano ai loro amministratori che gli impianti sportivi di via Piacentino (campo da calcio regolare, campo da tennis, campo da bocce), anche se mal tenuti e abbandonati da questa come dalle altre giunte, sono stati costruiti con i soldi pubblici. «Per renderli più funzionali basterebbe una minima spesa per realizzare gli spogliatoi, in quando queste strutture, anche allo stato attuale, svolgono una funzione primaria e sono utilizzati da tutti i giovani del paese che quotidianamente, e soprattutto nei giorni festivi, vi trascorrono buona parte del tempo libero». «Ci permettiamo di ricordare al sindaco che sul territorio il Comune è proprietario della Cascina del Piano: luogo dalla caratteristiche di gran lunga più idonee per installare un'antenna - aggiungono -. Il sindaco sospenda la concessione edilizia e restituisca il campo sportivo ai nostri giovani». A preoccupare i firmatari della petizione anche altri aspetti, tra cui quello dei campi elettromagnetici, e il fatto che il manufatto sorge a due metri dal ciglio di una circonvallazione. «Anche se il piano regolatore non prevede vincoli di rispetto stradale, il buon senso dovrebbe impedire di costruire pere che potrebbe un giorno impedire l'allargamento della sede stradale». Stesso discorso vale per l'area cimiteriale. «Qui esiste una fascia di rispetto e il vincolo ha una triplice finalità, in quanto, oltre alle esigenze sanitarie e alla salvaguardia della possibilità di espansione del perimetro cimiteriale, garantisce anche il rispetto della tranquillità e del decoro dei luoghi di sepoltura».