Tagli alla scuola, infuriano le polemiche
ROMA La manovra tocca da vicino la scuola e il sostegno per i disabili. Il ministro nega tagli, ma ieri sono intervenute le associazioni della Cgil: «Il governo non si azzardi a fare ulteriori e intollerabili tagli, siamo pronti a scendere in piazza di nuovo», hanno scritto in una nota. «Non va dimenticato che le persone con disabilità, insieme alle loro famiglie, sono state già penalizzate sotto molti aspetti con i tagli lineari che hanno interessato i fondi per la scuola così come quelli per il lavoro». Secondo il ministro alla Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, però, «la pianta organica del personale di sostegno della scuola non viene toccata. Vogliamo invece - ha aggiunto - fornire a tutti i docenti una preparazione sul sostegno. Non aumenterà neanche il limite di alunni per classe dove ci sono disabili». In realtà qualche novità nella bozza di manovra c'è, come abbiamo anticipato nei giorni scorsi e riguarda proprio i circa 180 mila alunni disabili. Rispunta, infatti, il rapporto di un insegnante di sostegno ogni due alunni disabili. Un «tetto» agli insegnanti di sostegno (oggi 90 mila) era stato previsto nella Finanziaria 2008, ma la Corte costituzionale aveva bocciato questa norma. Ora, nella manovra viene reintrodotto un rapporto «indicativo ma non limite» - sottolineano al Miur. E' infatti prevista la possibilità di deroga al rapporto uno a due «allorché - recita la nuova norma - si renda necessario per assicurare la piena tutela dell'integrazione scolastica». Insomma, saranno le commissioni mediche a valutare la necessità dell'alunno di avere un docente di sostegno tutto per sè. Commissioni che - ed è un'altra novità - saranno integrate da un rappresentante dell'Inps, come per le commissioni che valutano il diritto all'invalidità civile. Ancora, il processo di sostegno viene demandato all'intero corpo docente: in sostanza, tutti gli insegnanti dovranno essere formati allo scopo di poter interagire con i colleghi di sostegno e con gli alunni disabili. L'allarme sugli ulteriori tagli alla scuola, ha assicurato il ministro, è ingiustificato, ha detto Gelmini commentando i provvedimenti. Il Miur è dello stesso avviso: «La razionalizzazione riguarda i dirigenti scolastici di circa duemila scuole, quelle più piccole, che verranno accorpate dal punto di vista amministrativo (pur restando fisicamente separate) e avranno un solo preside. O, ancora, la riduzione delle spese di funzionamento del ministero (auto blu, spese di rappresentanza, etc.) nell'ordine di 23 milioni di euro».