Grazie rumeni, la scuola non chiuderà
E' stato scongiurato il rischio paralisi per il Parco Nazionale Gran Paradiso. La ministra dell'Ambiente,Stefania Prestigiacomo, non ha applicato il taglio del 50%, previsto dalla Finanziaria, al contributo annuale versato all'ente, ma solo una riduzione pari al dieci %. Il Parco, così, può continuare tutte le sue attività, nonché pagare gli stipendi alle guardie e al personale amministrativo. Il dimezzamento del finanziamento, in effetti, avrebbe bloccato non solo le attività scientifiche e di promozione turistica, ma anche quelle di prevenzione e di conservazione dell'ambiente svolte dalle guardie del parco. A differenza degli altri parchi nazionali che si avvalgono del Corpo Forestale dello Stato, infatti, quello del Gran Paradiso dispone di un proprio servizio di sorveglianza alle sue dirette dipendenze. L'azione congiunta dei governatori di Piemonte e Valle d'Aosta e dei parlamentari delle due Regioni ha fatto sì, dunque, che anche per il 2011 l'ente abbia un finanziamento che permette di operare normalmente. (o.d.p.) RONCO La scuola primaria di Ronco, l'unica di tutta la Valle Soana, non chiuderà. Il prossimo anno scolastico riaprirà i battenti anche se il numero di alunni sarà al di sotto dei sei che nel 2010/2011 l'hanno frequentata. Intanto, il Comune rilancia il bando per il bonus-scuola con l'intento di incentivare le iscrizioni e probabilmente uno dei prossimi alunni sarà un piccolo rumeno. In questi giorni, nelle bacheche di tutta la Valle Soana è affisso il bando per il bonus- scuola, già istituito prima delle elezioni dalla riconfermata giunta guidata da Danilo Crosasso, che ora lo ha rilanciato d'intesa con i Comuni di Valprato Soana e di Ingria. Possono farne richiesta tutte le famiglie effettivamente residenti con figli che frequentano la scuola primaria di Ronco e consiste in mille euro all'anno per il primo bambino iscritto, più 500 euro per ognuno degli altri eventuali fratellini in età scolare. Il bonus sarà valido già per il prossimo anno scolastico 2011/2012 e, per quanto riguarda i residenti degli altri due Comuni valsoanesi, sarà a carico dei medesimi. Un'agevolazione che, nelle intenzioni dell'amministrazione comunale, dovrebbe favorire anche l'arrivo di nuovi residenti e che comunque dovrebbe convincere i genitori ad iscrivere i figli in questa piccola, ma attrezzatissima scuola montana. Nella spaziosa e luminosa aula scolastica, che si trova al piano terreno del palazzo comunale, vi sono computer e stampanti per ogni alunno, fotocopiatrice e persino la LIM, la modernissima lavagna interattiva multimediale, che ben poche scuole di pianura posseggono, con la quale gli alunni possono fare ricerche su internet ed interagire con altre classi poste a centinaia o a pochi chilometri di distanza. Senza contare l'aria salubre, l'ambiente sereno e la possibilità di lezioni a diretto contatto con la natura. Tutti atout che l'amministrazione comunale di Ronco mette in rilievo per perorare la causa del mantenimento di un servizio che ritiene fondamentale per la vita stessa della valle. «La chiusura della scuola comporterebbe disagi che indurrebbero le famiglie a trasferirsi altrove – sottolinea Gabriella Stefano, vice sindaco – . La scuola più vicina è quella di Pont che dalle frazioni dista venti chilometri. I bambini dovrebbero percorrere due volte al giorno una strada di montagna che d'inverno può anche essere pericolosa. Non dimentichiamo, inoltre, che fanno parte di una minoranza linguistica, quella francoprovenzale, da cui verrebbero sradicati». Per tutti questi motivi, se la scuola non sarà confermata come statale, il Comune la manterrà aperta come sussidiata, contando sull'aiuto della Regione. Del resto, le nuove leve stanno crescendo e tra due anni i bambini in età scolare saranno almeno otto, a cui potrebbero aggiungersene altri, vista l'inversione di tendenza in atto. La Valle Soana, infatti, sta trasformandosi da terra di emigranti in luogo di residenza di nuovi immigrati. Un fenomeno in corso già da alcuni anni, con l'arrivo di donne rumene che si sono stabilite a Ronco con la famiglia, poiché qui hanno trovato lavoro presso la casa di riposo San Giuseppe. Si tratta di sei nuclei famigliari, in tutto una quindicina di persone, il cui numero potrebbe aumentare prossimamente. Una piccola comunità, di cui pochi si erano accorti finora, ma che le recenti elezioni comunali (un rumeno, Constantin Isachi, è stato eletto in consiglio comunale) e la festa interculturale Italia-Romania organizzata dalla Pro loco la settimana scorsa, hanno portato alla ribalta. Dei nuovi residenti ronchesi fa parte anche uno dei nuovi nati del 2011 ed è prevedibile che in futuro lui ed altri piccoli rumeni contribuiranno ad aumentare il numero degli alunni della scuola primaria della Valle Soana. Ornella De Paoli