Con la Bohème si chiude il trittico della lirica in piazza

IVREA Si conclude la parte musicale di "Palcoscenico sotto le stelle": giovedì 30 a Ivrea in piazza Ottinetti con inizio alle 21.30 (in caso di pioggia all'Officina H) rappresentazione di "Bohème" opera in quattro quadri di Giacomo Puccini su libretto del "nostro" Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirato al romanzo "Scènes de la vie de Bohème" di Henry Murger. Gli interpreti principali sono Young Ju Kim, Mauro Pagano, Elisa Maffi, Luca Lodovici; intervengono il Coro Lirico di Parma (Romano Oppicini, maestro del Coro), Orchestra Sinfolario (Roberto Gianola, direttore), Paolo Bosisio (regia), Francesca Pedrotti (scene), Maria Laura Pescatori (costumi). La prima esecuzione di "La Bohème", la più celebre opera di Puccini, avvenne al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1896 e per la critica è "la rielaborazione coerente di molte suggestioni artistiche (il melodramma, il romanticismo, Bizet, Falstaff, la romanza da salotto) che, vagliate da una sensibilità musicale attentissima sono state indirizzate a un esito nuovo e aperto al futuro. L'intenso lirismo melodico, l'armonia originale e raffinata, il timbro strumentale vaporoso, i colori della Bohème hanno assunto l'assolutezza della classicità". L'allegra esistenza di un gruppo di giovani artisti costituisce lo sfondo dei quattro quadri-episodi, nei quali si snoda la vicenda dell'opera ambientata nella Parigi del 1830. Uno di questi, Rodolfo, incontra per caso una sartina che abita in una soffitta attigua, si innamora immediatamente della ragazza e la convince a unirsi a lui e a festeggiare con gli amici la vigilia di Natale. Nel gruppo c'è anche Musetta antica fiamma del pittore Marcello che riprende a corteggiarla. Ma la vita, con pochissimo denaro, è dura e la convivenza si rivela ben presto impossibile: le scene di gelosia fra Marcello e Musetta sono ormai continue, come pure le incomprensioni fra Rodolfo e Mimì. Per di più Mimì è malata e la vita nella gelida soffitta pregiudica la sua salute. I due innamorati si separano nello struggente rimpianto delle ore felici. Ma la ragazza non può stare lontano dal suo Rodolfo e sentendo ormai prossima la fine desidera rivedere il giovane e lo raggiunge in quella soffitta che vide il loro primo incontro. Qui, ricordando con passione i giorni del loro amore, si spegne dolcemente fra le braccia di Rodolfo. Sergio Giolito