"Chiusellavivo": così in 12 anni ha risvegliato le coscienze
ALICE Il circolo di Legambiente Chiusellavivo, con sede nell'antica casa comunale della frazione alicese di Gauna, è un punto di osservazione privilegiato per comprendere come la Valchiusella sia un territorio complesso, vivace e, salvo qualche contraddizione, coeso. Il circolo ha una lunga storia di militanza. È nato nel 1999 come reazione al tentativo di costruire, sul torrente che dà il nome alla valle, all'altezza dell'abitato di Issiglio, una microcentrale idroelettrica. Il sospetto fondato, allora, era che la costruzione servisse esclusivamente ad ottenere i famigerati certificati verdi per le energie rinnovabili, con gli annessi incentivi (finanziati con una quota dei ricavi delle bollette). La certificazione, concretamente, avrebbe consentito agli investitori di rivendere ogni kilowatt prodotto al triplo del prezzo di mercato. Dopo una lunga e dura battaglia, il circolo è riuscito nel 2009 a bloccare definitivamente ben 14 richieste di microcentrali che, oltre a deturpare irrimediabilmente il fiume, sarebbero state inutili e non remunerative. La valle ha dimostrato grande partecipazione, coinvolgendo anche i suoi amministratori e oggi il Chiusella è, insieme al Sesia, l'unico torrente delle Alpi Occidentali ad essere insignito del massimo livello di naturalità previsto dalla regione. Un miracolo nell'antropizzato nord Italia. Ma Pierfrancesco Marcenaro, presidente del circolo, spiega come anche le loro più piccole iniziative, servano a risvegliare la coscienza di appartenere ad una comunità. «Pensi che quando abbiamo iniziato - confida Marcenaro -, durante la stagione dell'accoppiamento dei rospi, a schermare i bordi della provinciale per evitare che le macchine sterminassero la fauna anfibia intenta a raggiungere il fiume, ci hanno presi tutti per pazzi. Poi la cosa è diventata una moda e oggi siamo costretti a richiedere la prenotazione per gestire un numero incredibile di volontari. È un fatto positivo perché la gente non resta davanti ad un televisore, ma si incontra e discute». «É questo l'ambientalismo del futuro - continua il presidente - . Ora che i nostri temi storici sono stati accettati anche dalla comunità scientifica, è ora di concentrarsi sulla convivialità, sugli spazi condivisi. E soprattutto sulla scuola, perché tutti questi ragionamenti si possono fare soltanto con persone che ragionino con una mente critica». Da questo punto di vista Legambiente ha fatto un lavoro davvero straordinario, inaugurando una ricerca approfondita, condotta con metodo scientifico, sul sistema scolastico della Valchiusella. I risultati sono sorprendenti. Avvalendosi di questionari e incontri pubblici, i ricercatori hanno scoperto che il territorio valligiano (strutture aggregative, Pro loco, amministrazioni comunali) interagisce continuamente con la scuola locale. I bambini organizzano una recita? Gli enti locali provvedono immediatamente costruendo palchi, fornendo spazi e musica, organizzando buffet. In Valchiusella, ogni evento scolastico diventa un evento anche per la collettività. Un paradiso rispetto al ben più tetro contesto dei grandi centri urbani, eppure i problemi non mancano. «Il fatto è che noi - spiega Marcenaro - , come ente non politico, abbiamo il compito di trovare un modello. E la Valchiusella, per quanto riguarda le scuole di montagna, lo è. Ma se poi lo Stato, con le varie scellerate ultime riforme, diminuisce il numero degli insegnanti, falcidia i plessi scolastici, accorpa le classi e taglia i fondi, allora salta qualsiasi punto fermo. Se poi si fa passare l'idea che la scuola non è così importante e che è meglio investire i fondi per allestire un G8, allora crolla tutto. Soprattutto in un area periferica come questa. Se la Valchiusella e l'Italia non vogliono essere una popolazione di semianalfabeti costretti ad emigrare chissà dove, dobbiamo ripartire dalla scuola». La rinascita passerà anche da questa piccola valle incastrata nelle Alpi Graie? Riccardo Frola