L'ultimo saluto a Vito «Uomo del territorio»
Un uomo appassionato del territorio. Preciso e pignolo, sempre alla ricerca dei dettagli. Vito Groccia era così, amante della res publica nel senso più nobile del termine, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo del suo paese che potesse essere conosciuto e valorizzato. Come la storia del m iliario romano alias la settima pietra, custodita nei magazzini del museo Garda di Ivrea. Groccia ne aveva studiato la storia e si era attivato con la direzione del museo e con la Soprintentenza perchè avrebbe voluto che quel miliario tornasse a casa, a Settimo Vittone. Aveva garantito il suo impegno: «Datecelo, sapremo custodirlo e valorizzarlo». SETTIMO VITTONE La tenacia con cui Vito Groccia ha portato avanti in questi anni le tante iniziative di valorizzazione dell'olivicoltura settimese è pari a quella con cui le radici dei suoi amati olivi vincono i declivi più impervi resistendo al freddo e alle intemperie, portando buoni frutti. Tutta Settimo si è stretta, mercoledì scorso, intorno alla famiglia, alla moglie Mariella, ai figli Corrado ed Enrico, per l'ultimo saluto a quest'uomo del territorio, scomparso domenica all'età di 73 anni. Groccia non era nato qui ma amava il Canavese e Settimo come o forse più della sua terra d'origine. Un legame prezioso e speciale cresciuto all'ombra di quegli olivi che egli ha saputo promuovere al meglio alla guida del Circolo Molino Lingarda e al timone della Sagra che quest'anno avrebbe tagliato la decima edizione ma che, proprio a causa della malattia che lo aveva colpito, si era deciso di spostare in attesa di giorni più lieti. Che purtroppo non sono arrivati. Il sindaco Sabrina Noro, ricorda con grande stima e affetto Vito Grocca, facendosi interprete del sentimento collettivo, di quanti, numerosi, hanno preso parte alle esequie: «Ho avuto modo di conoscere meglio Vito da quando sono stata eletta - racconta il primo cittadino -. Da subito si è dimostrato una persona attiva, propositiva e un valido supporto. La sua esperienza amministrativa era ormai storica, e, seppur non fosse più consigliere (lo è stato fino al 2009), si è sempre dimostrato molto attento alla vita del paese e disponibile. Ha sempre dichiarato un profondo amore per Settimo Vittone e direi che lo ha dimostrato in tutti questi anni». Il suo ruolo, nell'ambito dell'attività del Circolo Molino Lingarda, è stato determinante per lo sviluppo dell'olivicoltura a Settimo Vittone che ha avuto origine dalla riscoperta di una vocazione ormai dimenticata, che lui ha saputo scoprire e rivalutare; a partire dalla fondazione della Sagra delle olive e dell'olio che quest'anno avrebbe raggiunto la decima edizione, fino al concretizzarsi del progetto di costruzione del frantoio comunale a Montestrutto. «Purtroppo - prosegue Sabrina Noro - quanto accaduto ha fatto sì che Vito non potesse vedere il frantoio a regime, e questo è un mio forte rammarico; ed è proprio con questo pensiero che dobbiamo ripartire e proseguire le attività che avevamo intrapreso con lui ed il Circolo. Ripartiremo da dove abbiamo lasciato, affinché l'impegno di Vito sia portato a compimento». Amelio Ambrosi