Rinviati a giudizio i Crosasso A febbraio il processo

RONCO Prima udienza: giovedì 2 febbraio 2012, davanti al giudice monocratico Marianna Tiseo. Comincerà quel giorno il processo a Silvano e Danilo Crosasso, imputati illustri, sindaci di Valprato e Ronco, conosciutissimi nelle Valli Orco e Soana. Difesi dall'avvocato Ferdinando Ferrero, devono rispondere di circonvenzione d'incapace. Non saranno soli, al'udienza. Perchè il gup ha rinviato a giudizio, in concorso, anche Renata Martinelli, moglie di Silvano e madre di Danilo (avv. Costanza Casali), il notaio Sergio D'Arrigo (avvocati Marco Dotta e Roberto Peretti), e due persone di Castellamonte, Alberto Guidetto ed Ezio Bergoglio (avv. Claudio D'Alessandro). La storia intriga, pare lo spunto per una sceneggiatura. Perchè tutto ruota attorno a Battista Perucca, anziano zio di Renata Martinelli, morto tre anni fa in età avanzata e con un conto in banca più che invidiabile. Cosa sono, infati, sette milioni di euro? Parte civile, con l'avvocato Luca Fiore, cinque nipoti di Perucca, esclusi dai testamenti. Ed è proprio dalle loro denunce (due, in tempi diversi) che è nato il procedimento penale. Nel mirino ci sono, appunto, due procure e due testamenti sottoscritti da Perucca nell'arco di dieci giorni. La prima procura, a favore dei Crosasso, era stata firmata in ospedale, ad Ivrea, dove l'anziano era ricoverato dopo la frattura di un braccio mentre il testamento divideva in parti uguali il patrimonio fra tre nipoti. Dieci giorni dopo, alla casa di cura San Giuseppe a Ronco, altra procura e altro testamento, che nominava Renata Martinelli erede universale e quattrocentomila euro ciascuno per tutti i sei nipoti. Ma Perucca era in grado di comprendere ciò che stava firmando? E' proprio qui che si gioca il processo. Due sono le consulenze già eseguite, da altrettanti professionisti. La partita è aperta. (ri.co.)