«Troppi danni da cinghiali e nutrie»
L'assessore all'Agricoltura della Provincia, Marco Balagna (nella foto) interviene sulla questione contenimenti dei cinghiali : «Non mi è ancora pervenuta alcuna richiesta di incontro dall'Atc del Canavese. Ieri ho avuto una riunione con le associazioni agricole e sarò io a proporre un incontro con loro e Atc proprio per richiamare quest'ultima». E continua: «A novembre la Provincia aveva previsto l'attuazione di un piano straordinario di contenimento da effettuarsi prima della semina, cioè tra gennaio e marzo, a scopo preventivo. Il piano era stato proposto a tutte le Atc ottenendone il bene placido. Nel territorio di Lanzo e Chivasso è stato messo in pratica dando ottimi risultati mentre con rammarico devo constatare che l'ATC di Ivrea ha abbattuto non più di 25 cinghiali; evidentemente ha considerato questa modalità preventiva una forma non corretta di contenimento anche se noi della Provincia sosteniamo esattamente il contrario ed i dati delle altre Atc provinciali, di gran lunga superiori a quelli di Ivrea per numero di abbattimenti». EPOREDIESE «Ormai ci paragoniamo alla gente in cassa integrazione e senza stipendio. Noi non chiediamo il rimborso dei danni, ma di potere coltivare le nostre terre e portare a casa il nostro raccolto. Se entro breve non ci saranno date risposte concrete da parte dell'Atc To1 (Ambito territoriale caccia) o della Provincia faremo una manifestazione e scenderemo in piazza con i trattori». Parola di un gruppo di agricoltori che lamenta danni e disagi per via di cinghiali, colombi e nutrie e ha avuto un vivace scambio di opinioni anche all'interno dello stesso Atc. La prima risposta, attraverso la Sentinella, arriva dall'assessore provinciale Marco Balagna che proprio ieri ha incontrato gli agricoltori e annuncia di voler promuovere un incontro con Atc per «richiamarla». Il presidente Atc, Franco Lomater, non ha invece rilasciato alcuna dichiarazione. L'assessore Balagna annuncia anche: «Su nutrie e piccioni abbiamo fatto un accordo tra le otto Province piemontesi per chiedere alla Regione metodi di contenimento più semplici». Tutto parte dai danni. Ingenti. «Solo io ho 10 giornate di soia mangiate dai colombi. Ma un conto è non portare a casa lo stipendio perchè sbaglio io, facendo investimenti errati; un altro conto è se metto il mais e lo distruggono i cinghiali, l'anno dopo coltivo la soia e viene distrutta da cinghiali e colombi. Sinceramente: non sappiamo più cosa coltivare. Sono anni che chiediamo una soluzione per i danni da fauna selvatica». Gli agricoltori lamentano anche di non essere usciti soddisfatti dal confronto (più che vivace) con Atc To1, svoltasi qualche settimana fa. «Ci erano state promesse risposte in una decina di giorni - raccontano - ma non sono arrivate». Lomater, cercato dalla Sentinella all'Atc, nel Comune dove è sindaco e a casa, non ha ritenuto di rilasciare dichiarazioni. Gli agricoltori sono davvero esasperati e, a ruota libera, evidenziano come gli animali selvatici siano un pericolo anche per la sicurezza stradale e aggiungono aneddoti inquietanti. I cinghiali (presenti in grande quantità) non sono gli unici responsabili dei danni, perchè gli agricoltori parlano con dovizia di particolari del proliferare delle nutrie e dei colombi. Il gruppo degli agricoltori racconta di essere stato all'Atc per far capire il loro problema, ma dicono di non essere soddisfatti. Anzi. Si raccontano molto arrabbiati. «Una volta eravamo in una commissione per il contenimento dei cinghiali - dicono - eravamo due agricoltori e tre cacciatori, siamo andati dove c'erano segni lasciati dai cinghiali e abbiamo chiesto di fare una battuta di contenimento. La proposta è stata messa ai voti ed il risultato è stato che non c'era la necessità. Poi parli con i cacciatori da piuma e ti dicono che non c'è più niente da cacciare perchè il cinghiale è onnivoro e sopprime tutto, anche le uova. Il cinghiale non ha nessun predatore a parte il fucile». Secondo i dati statistici però quest'anno i danni da cinghiale sarebbero diminuiti: «La maggior parte degli agricoltori non ha fatto domanda per i danni che ha subito perchè siamo stufi di fare domande e non prendere i soldi. È un percorso ad ostacoli». Quello che chiedono gli agricoltori è: «Chi ne ha la possibilità deve fare qualcosa. Il problema dei cinghiali, colombi e nutrie è un problema che lo Stato, la Provincia o chi ci comanda deve risolvere». E, se non ci saranno risposte concrete, c'è la minaccia di scendere in piazza: «Vogliamo sentirci dire: domani mattina iniziamo i contenimenti del cinghiale, del colombo e della nutria. Vogliamo un progetto a lungo termine, fatto come si deve. In altre realtà è successo, sfruttando la stessa legge regionale. Sono stati approvati dei regolamenti attuativi che permettono il contenimento anche dal basso: il singolo cacciatore o agricoltore può fare contenimento». (ant.al.)