Rosberg sprona la Mercedes e applaude Schumi

Nico Rosberg è nato il 27 giugno 1985 a Wiesbaden, in Germania. Suo padre è Keke Rosberg, campione del mondo nel 1982 con la Williams. Inizia la carriera con la vittoria nella Formula Bmw nel 2002, cui seguono due anni in F3 e nel 2005 la vittoria del campionato Gp2. Nel 2006 la Williams lo chiama in Formula 1: rimane nel team per cinque stagioni, ottenendo come miglior piazzamento il settimo posto del campionato 2009, risultato replicato anche l'anno scorso con il team MercedesGp. (f.r.) Il premio Bandini si conferma passerella di campioni. A Brisighella quest'anno il prestigioso trofeo è stato assegnato a Nico Rosberg, entusiasta di raccontare a tifosi e addetti ai lavori la sua avventura, spaziando dalla carriera al rapporto con Schumacher, ai temi di più stretta attualità nel mondo della F1. Un mondo che ha incontrato la prima volta nel 2006 in Bahrain. Che ricordo ha della sua prima gara? «La visione tunnel… che avevo in gara – sorride –. Era una bella sensazione. Una sensazione… come se nessuno potesse andare più veloce in quel momento». Qual è la pista che preferisce? «La pista preferita sarebbe… probabilmente Monaco. Perché è molto bella da guidare, molto difficile, e puoi veramente fare una differenza come pilota. Poi come atmosfera ci sono Monaco, Montreal, Melbourne, Monza. Tutte le M! Il Gran premio che ci aspetta, Montreal, è molto bello, perché la gente è molto appassionata di corse, i fan, il circuito, l'ambiente, la città… è tutto molto interessante». La proposta di Jean Todt di riportare i test nel corso dell'anno, sarebbe meglio rispetto ai tantissimi Gp e alle poche possibilità di provare? «Non lo so, questo devono deciderlo le squadre, in base a quanto costa. Per me è uguale, o facciamo i test o non facciamo i test. Se non li facciamo io giro nel simulatore, alla fine è quasi la stessa cosa». Com'è il rapporto con Michael Schumacher? Forbes (prestigiosa rivista Usa di economia) dice che è il pilota più pagato della Formula 1. «Quanto Prende?» 34 milioni di dollari. «34 milioni di dollari? Interessante. Beh, io sono molto fortunato ad averlo come compagno di squadra, perché è un'esperienza veramente interessante. Non solo perché c'è lui ma anche per altre grandi persone con cui lavoro, come Ross Brawn e Norbert Haug… è veramente bellissimo. Ci sentiamo bene, non siamo amici, amici nel vero senso della parola. Però ci troviamo bene. Lavoriamo molto bene insieme. E questo è importante anche per la squadra. Abbiamo molto spesso le stesse idee. Ed è più facile per la scuderia quando tutti e due i piloti dicono la stessa cosa, così sanno esattamente dove devono lavorare. Detto ciò, a volte c'è un po' di… siamo molto competitivi, così capitano anche episodi un po' più tosti. Ma a parte questo va molto bene». E' tempo di Canada, quali sono le sue aspettative? «Abbiamo ancora le gomme morbide, quindi la qualifica andrà bene. In gara bisogna provare a fare meglio, perché le gomme si sfasciano, anche sulla macchina di Michael. Cercheremo di migliorare». Filippo Ronchetti