Due striscioni firmati FN contro "Piero Piero"

CASTELLAMONTE Non c'è pace per Piero Urati, ‘Piero Piero'. ex comandante della Brigata Matteotti, Divisione ‘Davico Giorgio', che operò in Canavese dal 1943 al 1945, deceduto domenica scorsa, all'età di 89 anni, in una casa di riposo di Venaria. Nella notte tra mercoledì e giovedì scorso ignoti hanno attaccato al cavalcavia della Pedemontana, lungo la provinciale Castellamonte-Ozegna, due striscioni firmati ‘FN'. "Senza Piero Piero sicuramente un Canavese più pulito", recitava il primo striscione. "La storia ha il suo valore. Nessun cordoglio per Piero Piero, uomo senza cuore!", riportava il secondo. Entrambi gli striscioni sono stati tolti, giovedì mattina, dai carabinieri di Castellamonte. L'attività partigiana di ‘Piero Piero', dall'8 settembre 1943 alla fine della Seconda guerra mondiale, ha lasciato strascichi in molti centri del Canavese. A chi lo osannava per aver contribuito alla lotta di Liberazione dell'Italia dal nazifascismo si sono contrapposti quelli che hanno visto nelle azioni del suo gruppo atti criminosi, seppur commessi in un clima di guerra civile come era quel particolare periodo storico. Alle accuse, ritenute infamanti, Piero Urati, aveva sempre risposto sventolando il certificato penale immacolato. Tra i riconoscimenti da segnalare la medaglia d'argento consegnata al Piero Urati, negli anni 90 dall'allora amministrazione comunale di Ozegna. Nel 2005 la giunta guidata dal sindaco Eugenio Bozzello insignì ‘Piero Piero' della cittadinanza onoraria. Proprio per fare chiarezza sulla sua vita alcuni anni orsono Piero Urati si rivolse alla professoressa Rosanna Tappero di Agliè dettandogli i suoi risorsi di vita. Ne nacque il volume ‘Piero Piero. Autobiografia di un protagonista della guerra partigiana 1943-1945'. Dario Ruffatto