Mistero fitto sul ferimento del giovane di Aglié
Guido Gozzano e Lorenzo Valerio, illustri figure alladiesi, saranno ricordate sabato 11 giugno ad Aglié. Alle 15,30 nella chiesa di Santa Marta verrà inaugurata la rassegna "Le farfalle - Epistole entomologiche" dedicata al poeta; alle 16, si terrà la definitiva collocazione della scultura in rilievo di Lorenzo Valerio all'Asilo Regina Maria Cristina. Alle 17 a Villa Meleto Mario Brusa, Giorgio Li Calzi ed Elena Canone si esibiranno in "Resta, resta se tu m'ami". di Vincenzo Iorio wSAN GIORGIO C.SE Resta ancora avvolto nel mistero il ferimento di Luca Giovannini, il trentaduenne di Agliè finito in ospedale con un proiettile conficcato nel polmone sinistro. Le sue condizioni di salute sono giudicate gravi dai medici del Giovanni Bosco di Torino e la prognosi resta al momento riservata. Sono le 19 di mercoledì. Giovannini, insieme ad altri amici, sta bevendo qualcosa nel dehor della birreria "La Jena" di San Giorgio, vicino al campo sportivo. Una scena, questa, che si ripete molto di frequente. Ad un tratto un'auto di grossa cilindrata, di colore scuro, si avvicina al gruppo. Qualcuno, senza profferire parola, spara più volte. Luca Giovannini è l'unico ad essere colpito. Il proiettile entra nella spalla sinistra, mentre l'uomo tenta una disperata fuga. Poi cade a terra in un lago di sangue. I soccorsi arrivano subito. L'uomo viene caricato in ambulanza e portato all'ospedale torinese. Le indagini dei carabinieri si rivelano subito complicate. I testimoni, molti dei quali conoscono bene Giovannini, sono alquanto imprecisi. Ognuno fornisce una versione discordante, e non poco, da quella dell'altro. Qualcuno afferma che dall'auto sono scesi due uomini, uno dei quali ha aperto il fuoco proprio in direzione di Giovannini. Altri, invece, sono certi che i colpi siano stati sparati dall'interno dell'auto. «Ho visto il finestrino abbassarsi e poi una mano che teneva ben salda una pistola». Non c'è univocità di testimonianze neanche sul modello dell'auto usata dai malviventi, per non parlare del numero dei colpi esplosi. C'è chi dice uno, chi due e chi è sicuro di aver sentito almeno tre spari. Su un unico aspetto i testimoni sono concordi: nessuno ha visto bene in faccia lo sparatore e nessuno saprebbe riconoscerlo. I carabinieri non sono neanche sicuri che Luca Giovannini fosse il vero obiettivo dell'attentato. Vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, l'uomo in passato ha avuto piccoli problemi con la giustizia. E' certo, però, che Giovannini quando ha visto quell'auto di grossa cilindrata fermarsi proprio davanti a lui, ha cercato di fuggire e trovare un riparo tra i tavoli del dehor. Nelle prossime ore, quando le condizioni di salute lo consentiranno, Luca Giovannini verrà interrogato dai carabinieri. Tra le ipotesi più attendibili c'è quella che l'uomo si sia cacciato in guaio, calpestando i piedi a qualcuno molto più grande di lui. Gli investigatori, infatti, stanno scavando nella vita dell'uomo ferito cercando di trovare un movente credibile all'attentato. Ipotesi, come dicevamo all'inizio. Perché quei colpi sparati dall'auto potevano anche essere indirizzati a qualcun altro. Magari a un amico dello stesso Giovannini, uno di quelli che ai carabinieri ha fornito una testimonianza molto imprecisa.