Battisti torna libero L'Italia ricorre all'Aja

di Natalia Andreani wROMA Un ricorso alla Corte internazionale dell'Aja. E' questa la sola carta che resta da giocare al governo italiano dopo la definitiva scarcerazione di Cesare Battisti. L'ex terrorista dei Pac (i Proletari Armati per il Comunismo), condannato all'ergastolo e rifugiato in Brasile, è stato liberato la notte scorsa dal Supremo tribunale federale dopo sette ore di udienza che hanno visto i giudici spaccarsi e votare - sei voti contro tre - per il no all'estradizione. Battisti ha lasciato il carcere della Papuda di Brasilia, dove era detenuto da quasi quattro anni, scortato dai suoi legali e accompagnato dalla fidanzata con la quale ha trascorso la prima notte di libertà in un hotel. Poi ieri la coppia è riuscita a dileguarsi facendo perdere le proprie tracce. Si sa solo che lui ha già chiesto un visto di lavoro permanente che gli consentirebbe di rimanere legalmente in Brasile (dove nel 2007 entrò illegalmente arrivando dalla Francia). La notizia della liberazione di Battisti ha provocato sdegno, rabbia, delusione nelle autorità italiane. Primo fra tutti nel capo dello Stato Giorgio Napolitano che esprimendo dolore per i familiari delle vittime ha parlato di una decisione «incomprensibile» che «lede l'amicizia» tra i due paesi, ma anche «gli accordi bilaterali e quelli per la lotta al terrorismo». Contro la decisione del Tribunale brasiliano l'insurrezione è stata bypartisan anche se il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ritiene che su un verdetto «inaccettabile» abbia pesato anche «il sempre più ridotto ruolo dell'Italia sulla scena internazionale». Ma se il premier Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini si limitano a parlare di un'offesa all'Italia e annunciano un nuovo ricorso alla corte internazionale di giustizia dell'Aja, nell'esecutivo c'è chi vuole di più. La proposta della discordia arriva per bocca del ministro leghista per la semplificazione, Roberto Calderoli : «Boicottiamo i mondiali di calcio Brasile 2014», dice Calderoli senza trovare grande sostegno nemmeno nella destra. «Una proposta sciocca che non aiuterà certo la giustizia italiana», replica a stretto giro di posta il capogruppo Idv, Massimo Donadi. Così, mentre all'Aja si aspetta il ricorso di Roma, si rinnova il dolore dei parenti delle vittime. «E' stato uno schiaffo morale allo stato di diritto, ma bisogna andare avanti perché Battisti è un delinquente, un assassino e un terrorista che di ex non ha proprio nulla», si sfoga Maurizio Campagna, fratello dell'agente di polizia caduto nel '79 per mano di Battisti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA