Idee chiare su acqua e nucleare ma poca informazione dai media

IVREA Cosa pensa la gente a proposito dei referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento? Intanto, il dato più eclatante è che, se le persone dimostrano di avere le idee decisamente chiare in merito ad acqua e nucleare, non così è sul legittimo impedimento considerato argomento squisitamente politico. A tirare le somme la maggior parte degli interpellati si schiera contro il nucleare e contro la privatizzazione dell'acqua. Nelle risposte, il ricordo del disastro di Fukushima è assai vivido tanto che, nell'introdurre il proprio punto di vista, tutti fanno cenno all'accaduto. Ma, sebbene sul nucleare qualcuno dei dubbi li esprima, osservando che «il petrolio sta per esaurirsi e che produrre energia è necessario», sull'affaire acqua dicono all'unisono «deve rimanere pubblica». Infine, gli intervistati hanno tutte le intenzioni di recarsi alle urne ad esprimere la propria opinione (con pochissime eccezioni). E lo faranno al di là delle indicazioni dei partiti che, in generale, vengono ritenute «non importanti». Gli interpellati hanno, poi, lamentato una generale scarsità di divulgazione di informazioni sui referendum da parte dei media. Sotto accusa, la televisione che non avrebbe dedicato abbastanza spazio al tema. «Qualche notizia in più sui quesiti la si trovava su Internet e su alcuni quotidiani nazionali – afferma Andrea Dominici -. Mi è sembrato che maggiori informazioni siano state diffuse dopo le amministrative». E continua: «Personalmente andrò a votare e mi esprimerò per il sì. Sul nucleare condivido le affermazioni degli scienziati: lo stesso Rubbia ha ammesso che non esiste a oggi un luogo sicuro dove stoccare le scorie e finché la realtà è questa voterò contro». Anche Marco Albertone ha deciso che si recherà alle urne: «Per i referendum mi sono informato attraverso i giornali. Devo dire, però, che la formulazione dei quesiti non è chiarissima. Voterò sì, perché penso che la gestione dell'acqua debba rimanere pubblica e che il ricorso al nucleare sia sbagliato». Un'opinione simile la esprime Massimo Trotta: «Andrò a votare e sceglierò il sì, perché la gestione privata dell'acqua non sarebbe affatto sinonimo di efficienza, come non è sinonimo di inefficienza quella pubblica. Ci sono molti Comuni del territorio che gestiscono l'acquedotto senza problemi. Sul nucleare bisogna rendersi conto che le centrali non le costruirebbero lontano da noi, perché buona parte del Piemonte ha una bassa sismicità. E voterò sì anche sul legittimo impedimento perché la legge è uguale per tutti, presidente del Consiglio incluso». Barbara Cena, invece, ammette che non sa ancora se andrà a votare: «Secondo me non era necessario un referendum per decidere su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Tra l'altro per quello che riguarda il nucleare, la gente aveva già scelto in passato». Mariateresa Bellomo