Romano, una serata in memoria di Giovanni Ruggia

ROMANO Tutti in piedi a cantare insieme "Fratelli d'Italia", diretti e corretti dal maestro Giorgio Guiot, direttore di coro pianista e compositore, chiamato a Romano dal sindaco Oscarino Ferrero per parlare del "Canto degli Italiani", l'inno nazionale di Mameli e Novaro, il cui testo è conosciuto solo in minima parte dalla maggioranza degli italiani. Ad intrattenere il numeroso pubblico presente nella Chiesa di Santa Marta è stato lo storico, studioso di storia Sabauda Pierangelo Gentile che, nella sua esposizione sul "processo culturale" del Risorgimento, ha inserito i riferimenti di alcuni importanti personaggi: dal generale napoleonico Giacomo Pavetti, uno dei protagonisti del Passaggio francese della Chiusella e della successiva battaglia di Marengo, al sindaco liberale avvocato Maurizio Jorio, fino al cavalier Giovanni Ruggia, contadino romanese del genio zappatori, medaglia d'oro per il suo impegno ed il valore nella battaglia contro le truppe dal papa e nella conquista di Perugia. Il relatore ha invitato i romanesi ad essere orgogliosi del loro compaesani, ed è stato ringraziato dal sindaco Oscarino Ferrero che ha invitato i presenti al buffet, con specialità locali, di fine serata. A concludere l'intensa settimana di celebrazioni, aperta con la mostra itinerante su "Camillo Benso di Cavour e il suo tempo", è stato il concerto Viva Verdi, tenuto dall'Ensamble dell'Orchestra Giovanile del Piemonte e Coro Mozart, diretti da Alberto Vindrola, con il soprano Eugenia Braynova, il tenore Leopoldo Lo Sciuto nella Chiesa di Santa Marta, nel cuore del centro storico di Romano. ( s.ro.)