Una Fiera della parola in tono minore

IVREA Ha dovuto subire alcune variazioni e cambi di programma per via del maltempo, l'ottava edizione della Fiera della parola, la manifestazione organizzata dall'Associazione Archivio Storico Olivetti e conclusasi la scorsa domenica. Tra gli appuntamenti saltati anche il laboratorio didattico per bambini e adulti "Italiae.150 eventi in piazza per ri-disegnare l'Italia" che è stato rimandato a venerdì 23 settembre. Il laboratorio, progetto di rete nazionale a cura del Dipartimento di Educazione del Castelo di Rivoli, si inserisce nelle celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Rimandato a data da destinarsi anche lo spettacolo "Dance/dans les arbres", previsto nel parco di Villa Sclopis, a Salerano. Pur essendosi svolta in forma ridotta, questa edizione della Fiera non è, comunque, venuta meno per quanto riguarda la qualità degli interventi e degli spettacoli. Lo conferma la partecipazione di Serge Latouche, professore emerito di scienze economiche all'Università di Paris-Sud, specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell'epistemologia delle scienze sociali, che con gioia ha accettato di essere ospite della manifestazione eporediese. Di grande rilevanza, infatti, è stata la presentazione del suo ultimo libro "Come si esce dalla società dei consumi", in occasione della quale, affiancato dal professor Lelio Demichelis, ha ripreso tutti i principali temi e le argomentazioni della sua riflessione sulla necessità di abbandonare la via della crescita illimitata in un pianeta dalle risorse limitate.  La stessa crisi attuale può essere vista, secondo Latouche, come una "buona notizia", se servirà ad aprire gli occhi sulla insostenibilità del progresso che l'Occidente ha realizzato fin qui. Per Latouche, infatti, la via della decrescita serena passa in primo luogo per una presa di coscienza del fatto che lo sviluppo sia un'invenzione dell'uomo, e che il rapporto tra uomo e natura possa essere rimodellato in una dimensione "conviviale", nel rispetto della legge dell'entropia e all'insegna di quella che egli chiama "opulenza frugale": meno consumi materiali e più ricchezza interiore, meno "ben essere" e più "ben vivere". Franco Farnè