L'inchiesta potrebbe arrivare alla serie A


MILANO.Juve, Torino, Chievo, Brescia, Bologna, Fiorentina, Lazio, Roma, Milan. Nelle carte dell'inchiesta compaiono anche altri nomi di squadra di serie A oltre quelli di Inter e Lecce. Gli indagati ne parlano, scrivono sms, discutono di match su cui per ora la Procura di Cremona non ha indagato, ma non è escluso che dopo gli interrogatori di garanzia - con richieste di spiegazioni su alcune conversazioni ambigue - l'inchiesta si allarghi anche alla serie A.
Francesco Giannone, commercialista del gruppo dei 'Bolognesi", parla di una partita dello scorso campionato del Chievo Verona a Milano, vantandosi di averla in qualche modo 'trattata". Ma non solo. Il 28 marzo a Massimo Erodiani, il tabaccaio, parla delle quote delle puntate sull'incontro Brescia-Bologna e manda sms che riguardano l'anticipo della Juventus: «Hai visto la Juve? Quello mi ha detto che ci pensavano stanotte e domani mi davano una risp x vedere il film delle 3, 50.. Secondo me se ci giocate voi vincete lo stesso.......del neri deve morire....».
E poi si parla anche di un'altra squadra torinese: Gianfranco Parlato uno degli arrestati dice a Erodiani: «...tra tre settimane hanno dentro il Toro (Torino)......». E lui: «Ah ah ah ah è però già sabato hanno fatto i disastri...». L'altro incalza: «Eh eh però hanno fatto i disastri come posso dirti è andata male è andata male amen però hai capito...... loro non è che sono addormentati......loro sono svegli poi sanno che non è che possono fare chissà..... c... di cose quindi loro se possono fare due conti ci stanno le condizioni che mi hai detto l'altro giorno ci sono tutte...... ci sono con inc...capito?».
In altre conversazioni si citano Fiorentina, Roma, Lazio. Proprio quest'ultima è stata una delle squadre di Beppe Signori, che peraltro dagli arresti domiciliari professa la sua innocenza. Eppure, camicia bianca e jeans, il ciuffo biondo, anche in una foto un po' sfocata e nonostante il buio si vede che l'uomo che esce da un portone bolognese, sotto il mirino degli inquirenti, è proprio lui. E' il 15 marzo e gli uomini della Squadra Mobile sono li a documentare l'incontro con i due commercialisti arrestati, Francesco Giannone e Manlio Bruni, l'ex calciatore Antonio Bellavista e Massimo Erodiani.
Secondo gli investigatori è in quell'occasione che il gruppo dei 'Bolognesi" pianificò l'imbroglio che doveva portare l'Atalanta a vincere con tre goal di scarto sul Piacenza quattro giorno dopo. Per gli inquirenti è il 'Beppe nazionale" il 'leader indiscusso" di quel gruppo, personaggio carismatico nel mondo del calcio e grande conoscitore dell'ambiente. E anche se di lui non bisogna parlare «neanche per scherzo al telefono», dice Pirani ad Erodiani il 19 marzo, il nome dell'ex vice campione del mondo viene fatto diverse volte esplicitamente.
Per il pm di Cremona, che lo ha indagato per associazione a delinquere e illecito sportivo, Signori dopo quella riunione avrebbe investito «60 mila euro sulla partita Atalanta-Piacenza» del 19 marzo 2011 per la quale sono indagati anche il capitano dell'Atalanta Cristiano Doni - che dice di aver sempre rispettato le regole - e il calciatore del Piacenza Carlo Gervasoni, che «avevano realizzato la combine». La partita di fatto fini 3 a 0 per i bergamaschi con due rigori agevolati da falli dei difensori. Dopo il primo goal dell'Atalanta, su siti asiatici di scommesse arrivarono puntate milionarie.

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Giovanna Trinchella