«Tra il 2011 e il 2020 61mila posti di lavoro»
MILANO. Il 2015 si avvicina, cosa fare per arrivare in tempo all'appuntamento con l'Expo?
«Continuare a lavorare senza mai perdere di vista la grande opportunità che Expo è non solo per Milano, ma per l'Italia. Fino ad oggi abbiamo sempre rispettato tutte le scadenze indicate dal Bie e le adesioni di Paesi ad Expo sono già 28, più le Nazioni Unite. Si tratta di un record: nessuna città aveva ricevuto un tale numero di risposte di partecipazione a cosi grande distanza dall'evento. L'Esposizione Internazionale porterà a Milano circa 20 milioni di visitatori e creerà, tra il 2011 e il 2020, mediamente circa 61mila nuovi posti di lavoro ogni anno».
Moschea, campi rom, sono davvero queste le priorità per Milano? E quali sono le ricette per affrontarle?
«La nostra politica nei confronti degli immigrati si basa sul principio dell'accoglienza nella legalità. Nella nostra città sono presenti 161 comunità con radici diffuse in tutto il mondo. Per quanto riguarda i campi rom l'obiettivo è di chiudere gli stanziamenti abusivi e alleggerire i campi autorizzati. La questione della moschea è legata, innanzitutto, al tema della sicurezza, non si tratta certo di un problema di culto. Ecco perché chiediamo di avere interlocutori affidabili e una normativa che dia certezze e garanzie. In questo momento, non essendoci una normativa di questo tipo, non è possibile pensare a una moschea nella nostra città».
Lavoro, cosa si può fare per aiutare i giovani?
«Milano continuerà ad essere uno straordinario laboratorio di opportunità. In questi anni abbiamo assegnato più di mille borse lavoro ai giovani studenti e stanziato due milioni di euro per incentivare le piccole e medie imprese ad assumere giovani under 30. Basti pensare che a Milano, nell'ultimo anno, pur considerando quelle che hanno cessato l'attività, sono nate 22mila nuove imprese. E poi c'è l'Expo, una sfida che ci vede impegnati a creare quelle figure professionali, come ingegneri, progettisti, informatici, tecnici, addetti alla sicurezza, di cui ci sarà più bisogno».
Milano città universitaria, ma spesso troppo cara. Una ricetta per il caro affitti?
«Per i quasi centomila studenti fuori sede sono state realizzate residenze universitarie sia su aree di proprietà comunale, sia private che forniscono oltre 1.600 posti letto e altri 1.200 sono in fase di realizzazione. A queste si aggiungono le residenze che verranno realizzate, grazie a un accordo firmato una decina giorni fa con tre atenei, in base al quale il Comune mette a disposizione gratuitamente alcuni stabili per gli studenti meritevoli e privi di mezzi di sostegno: Politecnico, Iulm e Cattolica. Il Comune, con il sostegno di Fondazione Cariplo, ha creato l'Agenzia Uni, con la collaborazione delle undici università milanesi, che incrocia la richiesta e l'offerta di soluzioni abitative con oltre 5.500 offerte di alloggio». (g.f.)
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