Ecco il libro mastro di Anemone


ROMA.Alida Lucci, fidatissima segretaria di Diego Anemone, custodiva nel computer un rendiconto dettagliato delle spese sostenute dall'imprenditore in favore di ministri, generali e funzionari dello Stato. Ed è su questa lista - uno scottante libro paga del «sistema gelatinoso» al centro dell'inchiesta Grandi Eventi - che i pm di Perugia Sergio Sottani e Alessia Tavernesi hanno lavorato a lungo. Il documento è stato ora depositato tra gli atti allegati alla richiesta di rinvio a giudizio per l'ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, per l'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso e per altri 17 indagati tra i quali lo stesso Anemone. E nei prossimi giorni sarà trasmesso alla procura di Roma per le indagini di competenza.
Nelle oltre 600 pagine di spese alcune voci riguardano l'appartamento romano di via del Fagutale 2, a pochi metri dal Colosseso, acquistato dall'ex ministro dell'Interno (e poi dello Sviluppo economico) Claudio Scajola. Il deputato del Pdl ha sempre negato di avere saputo che Anemone, tramite l'archietto Angelo Zampolini (che ha appena patteggiato una condanna a 11 mesi), avesse pagato una cospicua parte della casa versando assegni circolari al momento del rogito cui lo stesso ministero era presente. Anemone però annotava tutto, entrate e uscite. Cosi il 19 maggio del 2004 ecco l'appunto: «compromesso (200) più agenzia (30) casa Scajola 230mila euro». Il 21 ottobre altra nota: «c/c Via del Fagutale rimb. a Maria Corse 168mila euro». Poi altre spese minori: «trasformatore via del Fagutale 96 euro», mille euro nell'ottobre del 2001 per «spese autista Scajola» (all'epoca alla guida del Viminale) e 5mila euro di «rimborso Vanessa per spese ministro».
Numerose spese riconducono invece al generale della Gdf Francesco Pittorru, che pure acquistò due appartamenti in via Poliziano e in via Merulana con operazioni in cui sono rientrati assegni del duo Zampolini-Anemone. Anche Pittorru ha sempre negato parlando di un prestito. Tra il 6 e il 9 giugno del 2006, però Anemone rendiconta cinque uscite per complessivi 900mila e rotti euro tutte con la medesima giustificazione: «atto acquisto via Poliziano». E non seguono rimborsi.
Un'altra infinità di voci riguarda spese sostenute per il palazzetto di via dei Prefetti poi ceduto da Propaganda Fide, a prezzi stracciati, all'ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi: lussuose ristrutturazioni di 42 vani spalmati su 4 piani che includono mobili, tendaggi, stucchi e tappezzerie.
Ma nel paniere delle spese «segrete» entra pure l'appartamento di via Giulia occupato da Bertolaso dal 2004 al 2007. Anemone pagava regolarmente le bollette di acqua, gas e rifuti, ma anche altre piccole cose come «riparazione tv Bertolaso 120 euro». Insomma Anemone pensava a tutto. Anche alle vacanze. Come il 23 marzo del 2005 quando annota: «Alida Marilleva G. Bert. 20mila euro». Via Giulia e via dei Prefetti compaiono poi in due strane voci da diecimila euro l'una con accanto la dicitura «vigili».
Moltissime spese sono ovviamente relative a Balducci e ai suoi familiari ai quali Anemone pagava davvero tutto: dall'Ici, alle ricariche dei telefonini passando per assicurazioni, rinnovo patenti, multe e bolli auto.

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Natalia Andreani