I cent'anni della panetteria

LEVONE. Era il 23 maggio del 1911 quando alla Camera di Commercio ed industria di Torino veniva iscritta la 'Bottega di commestibili" ubicata in Levone, al numero civico 7 di via Paolo Massa. L'imprenditore, Pasquale Allice, era da poco rientrato in Italia dal Michigan, la zona dei grandi laghi degli States.
Pasquale Allice fu uno dei primi levonesi ad aver accarezzato il sogno americano. Nel 1892, infatti, a soli 22 anni, dopo aver assolto il servizio militare come soldato nella Milizia Territoriale, con un piccolo gruppo di compaesani raggiungeva il porto francese di Le Havre e s'imbarcava sul battello a vapore 'La Gascoigne" con meta New York. Da qui, il 28 novembre, dopo essere sbarcato sull'isolotto di Ellis Island, proseguiva il viaggio in treno sino alla destinazione finale, Clarke City, nell'Illinois.
A differenza di altri canavesani che una volta raggiunta (e scoperta) 'la Merica" (cosi come veniva chiamato il Nuovo Mondo) non rientrarono più in Italia, Pasquale ci tornò per convolare a giuste nozze con Maria Pastore, ma negli Stati Uniti ci rimise piede e proprio nella Upper Peninsula, al confine con il Canada, nel 1901, nacque il primogenito Antonio. Ma troppo era l'amore per la Patria, e nella testa del levonese il disegno preciso era far fortuna, accumulare un po' di denaro, smomtare la baracca e rientrare, questa volta in modo definito, da persona ‘quasi' arricchita, nel proprio Paese.
Avvenne, e buttarsi nel commercio gli sembrò la cosa più naturale e redditizia. Nacque un altro figlio, Paolo, ma fu Antonio a proseguire l'attività del padre che, nel frattempo, era diventata fiorente. Dal matrimonio tra Antonio ed una altra Maria Pastore (i casi di omonimia a Levone sono sempre stati frequenti) nacquero tre figli: Pasquale, Pietro e Luciano.
Nel 1927 Antonio ampliò i settori merceologici inoltrando domanda per licenza di 'panetteria, commestibile, macelleria, cotone e dolciumi" a cui, due anni più tardi, venne aggiunta la vendita di 'coloniali". Nel 1942, la produzione di pane, che di li a poco dovrà soddisfare anche gli sfollati in arrivo da Torino a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, raggiunse il picco di tre quintali al giorno.
Nel 1951, Antonio, malato, affidò alla moglie Maria ed al primogenito la conduzione della panetteria e a Pietro quella della macelleria. Dopo la sua morte e quella del figlio Pasquale, al forno si insidiò il giovanissimo Luciano che oggi, a 68 anni, continua a portare avanti l'attività in collaborazione con la figlia Maria Pia, dopo la morte, anch'essa prematura, della moglie Gabriella.
Una dinasty, quella degli Allice, che per tutti, a Levone, sono semplicemnte i 'Pasqual", anzi, 'Pasqual". Nel 2006 la storica panetteria è entrata a far parte del 'Paniere Olimpico", un risultato straordinario raggiunto nonostante l'agguerrita concorrenza di Agliè.
Della produzione, quella dei celebri grissini e delle inarrivabili paste di meliga (una ricetta segretissima) è il vanto. E domenica è stata l'apoteosi, dopo il premio già ritirato a Torino, alcuni giorni prima. Via Massa oggi è via Repubblica, ma 'Pasqual" è ancora li. Una lunghissima 'storia d'amore". Che dura da un secolo.

Mauro Michelotti