Contador molla tutti: l'Etna è cosa sua
ETNA. Bang. Contador spara, vince la sua prima tappa al Giro, molla tutti a 7 km dal traguardo dell'Etna. Lassù, tra la nera lava, tutti aspettano il picciotto Nibali. Niet. Lo spagnolo intasca anche la Rosa.
La raccontiamo come se fosse vera. Come se, insomma, Contador non fosse sub-judice del Tas di Losanna per doping. Fermo restando il fatto che Alberto ha classe infinita e non è più... canaglia di molti altri. Al Giro ce l'hanno voluto altri (il suo team e Zomegnan) e lui è qui a fare il suo mestiere finchè qualcuno non lo ferma.
Il finale del film. Anzi, lo spezzone che conta, quello delle cento pistole.
Nella seconda ascesa dell'Etna, quella più lunga che porta Giro a quota 1890, a 7 chilometri e mezzo dal traguardo, dove la strada ha pendenze tagliagambe, lo spagnolo schizza via senza che nessuno gli si opponga. In avanti ci sono Bakelandts, rimasuglio di una fuga a nove che ha animato la prima parte della gara, e Topo Gigio Rujano, che era sfuggito al gruppo per tentare di agganciare il corridore dell'Omega e batterlo. La reazione a botta calda di Scarponi è un'ingenuità: l'Aquila di Filottrano si sgancia presto dalle ruote del Bagnino e alla fine l'istintività gli costerà cara. A Contador resiste solo Rujano. Almeno fino a due chilometri dal traguardo, quando lo spagnolo tira un'altra stangata, quella definitiva, quella che gli regala 50" di vantaggio puliti e altri 20 di abbuono.
Nibali, diversamente dal marchigiano, la prende morbida e riacciuffa Scarponi senza imballarsi, per poi accelerare verso il traguardo. Tanto che nel finale prova addirittura l'allungo su tutti gli altri. Gli resiste Garzelli, che lo beffa in volata e gli toglie gli abbuoni del terzo posto; non gli mollano la ruota altri assi dalla pedalata umana: da Kreuziger ad Arroyo, da Anton a Svitsov. Scarponi è più staccato: 1'07".
Alla fine la classifica parla chiaro. E parlano chiaro anche i protagonisti. Contador: «Stavo bene, avevo la gamba, temevo un po' il forte vento. Non avevo niente da dimostrare, ma volevo dare alla gente ciò che lei mi dà in termini di calore. Rujano? Non c'erano problemi a lasciargli vincere la corsa, ma non era in grado di aiutarmi e io non potevo perdere tempo». Nibali: «Oggi Alberto aveva una marcia in più. Quello scatto nessuno se lo aspettava. E' andato via come il vento. Io non ho voluto rispondere allo scatto, sono salito regolare, forte ma regolare, mentre Scarponi, che ha risposto, l'ha pagata. Il Giro è cominciato, non è finito».
Scarponi ha un moto di stizza: «Non sono riuscito a tenergli la ruota, oggi non c'erano santi». Qualcuno gli chiede se per caso non sia stato tradito dal rapporto molto duro. «Non c'era un rapporto giusto, oggi, contro Contador - risponde - Comunque lo spagnolo è forte e lo si sapeva. Oggi ha vinto la battaglia, ma la guerra è ancora lunga».
C'è un po' di attenzione anche per il piccolo venezuelano Rujano, giunto secondo a 3''. «Io ho sperato di vincere la tappa, ma c'era poco da fare con Contador. Gli ho resistito per un po', poi il vento in faccia mi ha tirato uno schiaffo e lui è partito».
Riaperto l'aeroporto di Catania, ieri sera i corridori sono arrivati già in Continente. Oggi riposeranno e domani il Giro ripartirà per giungere, dopo tre tappe non pericolose per la classifica, alla frazione del Grossglokner, la prima del massacro alla catena che si conclude solo a Milano.
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dall'inviato Antonio Frigo