"Paesaggi di carta" che ci raccontano

IVREA.Inaugurata la mostra 'Paesaggi di Carta-L'Anfiteatro morenico di Ivrea tra visioni e rappresentazioni" sarà visitabile, presso il museo 'Garda", fino a domenica 29, nei giorni di venerdi, sabato e domenica, dalle 15 alle 19. Si tratta di una mostra dedicata ai luoghi e agli ambienti geografici del territorio canavesano attraverso la rappresentazione che di esso è stata fatta in mappe, documenti e altri reperti, alcuni dei quali inediti, tra il 1400 e l'Ottocento: una opportunità per conoscere o riscoprire la realtà dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea (Ami), una tra le unità geomorfologiche di questo tipo meglio conservate al mondo, venutasi a creare nel periodo Quaternario col trasporto di sedimenti verso la pianura Padana.
Un percorso dettagliato, quello ricostruito all'interno del museo, per svelare l'Ami sia dal punto di vista fisico-geografico, sia attraverso la storia che l'uomo, insediandovisi vi ha scritto. «Una mostra - sottolinea Giuliana Reano,dirigente dell'area culturale - che presenta alcuni documenti preziosi e inediti provenienti dall'Archivio Storico, dalla Biblioteca Civica e che riserva anche sorprese curiose come il ritrovare, all'inizio del percorso espositivo, il plastico dell'anfiteatro morenico, un rilievo in gesso realizzato dallo studioso Luigi Bruno, già esposto, nel 1878, a Palazzo Giusiana e poco dopo donato alla Città».
TrA i documenti più interessanti anche un disegno acquerellato (lungo oltre tre metri) della seconda metà del Settecento, donato alla città da Giuseppe Ravera e raffigurante lo sviluppo del Naviglio di Ivrea. Per la prima volta esposti catasti quattrocenteschi dell'Archivio Storico Comunale e volumi importanti come la 'Geografia" di Claudio Tolomeo proveniente dalla Biblioteca Civica.
A proposito di quest'ultimo, il direttore della biblioteca, Gabriella Ronchetti,spiega: «Il nostro volume fu stampato nel 1541 a Vienna da Gaspare Trechsel di Lione. Per l'occasione, lo presentiamo aperto a rivelare un'incisione dedicata all'Italia, indicata come'Europae Tabula Sexta continet Italiam'». Tra i curatori della mostra anche lo studioso Guglielmo Berattino dell'Associazione di Storia e Arte Canavesana che ha presentato le carte, spesso ottocentesche, che rappresentano il territorio in età romana.
Tra queste, un rilievo tratto dallo studio 'La colonia romana di Eporedia (Ivrea) e la sua centuriazione" di Plinio Fraccaro sulle 'tracce di centuriazione romana tra Scarmagno, Romano Canavese e Strambino". Centuriazione che richiama allo strumento che la rendeva possibile, la groma, e che idealmente prelude alla sala in cui è esposta la stele funeraria di Lucio Ebuzio Fausto (agrimensore vissuto nel I secolo dopo Cristo), reperto famosissimo, quasi un logo del museo 'Garda", esposto per la prima volta dopo il recente restauro che lo rivela in tutta la sua bellezza. Peccato per l'infelice allestimento con i sassi, tra l'altro pericolosamente poggianti sulla parte inferiore della stele.
A inaugurare la mostra è stato il sindaco Della Pepa, che si è detto lieto di questa esposizione che si colloca nell'ambito del Piano di valorizzazione integrata del patrimonio culturale denominato 'L'Anfiteatro Morenico di Ivrea - Paesaggio e Cultura", che intende progettare e coordinare azioni mirate a recupero, valorizzazione e fruizione del patrimonio questa area. (fr.fa.)