«Alberto uccidi Chiara» Allo stadio cori infamanti
PAVIA.«Alberto salta il cancellino, uccidi Chiara con il coltellino. Stasi alè alè». Chiara è proprio lei: Chiara Poggi, la studentessa uccisa 4 anni fa a Garlasco. Alberto Stasi era il suo fidanzato processato e assolto in primo grado per l'omicidio. E quel coro terribile si è levato dagli spalti di un oratorio nel Pavese dove, davanti a circa 300 spettatori, si stavano esibendo la squadra di Motta Visconti e quella di Garlasco. Era l'ultimo e decisivo match del campionato allievi provinciale girone A, in cui giocano calciatori di 16-17 anni.
A dare la notizia è stato ieri il quotidiano la 'Provincia Pavese" e la conferma è arrivata da Stefano Masocco, allenatore dei giovanissimi del Garlasco, mentre i dirigenti del Motta negavano indignati e ripetevano: «Domenica non è successo nulla». Ma ora quell'odioso sfottò per il sorpasso rischia di finire davanti alla magistratura. Il Garlasco è infatti in attesa del referto arbitrale: «Valuteremo segnalazioni agli organi disciplinari sportivi e alla magistratura - dice Francesco Santagostino, consigliere comunale d'opposizione e dirigente regionale della Lega dilettanti, oltrechè dirigente della squadra - Non puntiamo ad ottenere qualcosa sotto il profilo sportivo. Siamo abituati a ottenere sul campo le nostre vittorie. Quello che è intollerabile è l'offesa alla memoria di Chiara, alla famiglia, al nome della nostra città e anche ad Alberto Stasi, assolto in primo grado dall'accusa di omicidio». Sdegnato anche il commento del sindaco di Garlasco, Enzo Spialtini: «Esprimo la rabbia di un'intera città per la deprecabile imbecillità di chi ha avuto il coraggio di pronunciare certe frasi. Il Comune è pronto a presentare denuncia a nome dell'intera comunità contro i responsabili».
Addolorato il papà di Chiara, Giuseppe Poggi: «Terribile - dice - è un altro modo per rinnovare il nostro dolore». Intanto l'avvocato Gianluigi Tizzoni, il legale che assiste i Poggi dal giorno del delitto e li ha rappresentati anche durante il processo di primo grado contro Alberto Stasi (concluso il 17 dicembre 2009 con un'assoluzione in formula dubitativa) già prepara una denuncia: «Se i fatti allo stadio di Motta verranno accertati, siamo pronti a percorrere le vie legali in ogni modo possibile presentando le denunce necessarie» perchè «l'atteggiamento di chi riduce la tragedia di Chiara a un coro da stadio, non fa che rinnovare la sofferenza dei Poggi».
Sdegno e indignazione anche da Nicola Stasi, il padre di Alberto che aspetta il processo di secondo grado, in Corte d'appello a Milano.