Da lunedi la storia del ciclismo di casa nostra

Con la partenza del 94º Giro d'Italia prende il via anche la nostra avventura alla scoperta della storia del ciclismo canavesano. Forse definire il nostro obiettivo una ‘avventura', a confronto delle imprese di chi suda pigiando sui pedali, a qualcuno potrebbe sembrare esagerato e irriverente.
Ma in realtà l'espressione è tutt'altro che forzata. Semmai, piuttosto che di ‘Storia' potremmo parlare di ‘Appunti per una storia', stante le non poche difficoltà nel ricostruire un secolo di ciclismo ‘nostrano', le cui vicende sono in minima parte riportate da libri e giornali, essendo soprattutto frutto della memoria di pochi testimoni, se non delle vicende stesse, quantomeno di ciò che è stato tramandato oralmente da una generazione all'altra.
In passato non sono mancati giornalisti e appassionati profondi conoscitori del ciclismo canavesano e dei suoi personaggi, ma nessuno si è mai cimentato nell'arduo tentativo se non di raccogliere in un volume almeno in una serie di articoli quanto ha espresso la nostra terra, a partire dai ‘pionieri'. D'altra parte, come i nostri lettori potranno rendersi conto dalle ‘puntate' che la Sentinella pubblicherà su ogni numero (lunedi, mercoledi e venerdi) per tutte e tre le settimane di svolgimento della corsa tricolore, i maggiori spunti degni di essere ricordati riguardano proprio il primo mezzo secolo di ciclismo agonistico del Novecento, a grandi linee dall'avvento del Giro d'Italia (1909) agli anni Sessanta. Dopo le imprese ciclistiche di Franco Balmamion da Nole Canavese, di cui scriviamo nell'articolo d'esordio della nostra ‘Storia', c'è praticamente il vuoto...
Nelle varie puntate, i nostri lettori incontreranno nomi magari già noti (da Filippi a Brunero, da Enrici a Boni...), ma certo molti di più sono quelli sconosciuti o ricordati da una ristretta cerchia di esperti o compaesani dei corridori stessi (da Marchese a Milano, da Massetto a Cerutti, da Martinetto a Glaudo e cosi via).
Accanto alla puntata ‘storica', su ogni numero comparirà una sorta di rubrica-revival, parallela al dipanarsi delle varie tappe, curata da Sergio Calvi, nostro ex redattore sportivo e profondo conoscitore di ciclismo.
Non resta che augurare a tutti buona lettura, chiedendo venia per errori od omissioni (garantiamo, del tutto involontari) e ringraziando per contributi o suggerimenti che ci perverranno.

Tiziano Passera