Parmalat, Tanzi va in carcere Respinti gli arresti domiciliari


MILANO.«Ma come, devo fare ancora quattro anni e quattro mesi in carcere?». Era sorpreso, meravigliato Calisto Tanzi quando il capitano della Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza di Milano gli ha consegnato le tre paginette che ordinavano il suo arresto dopo la sentenza definitiva della Cassazione. Tra 'presofferto", otto mesi e trenta giorni, e sconto per l'indulto, tre anni, all'ex patron del gruppo di Collecchio rimane poco più della metà della pena inflitta dagli ermellini.
Ieri pomeriggio alle 15.35 i militari, che sono arrivati li a bordo di due suv confiscati all'imprenditore Giuseppe Grossi per l'inchiesta Montecity-Santa Giulia, hanno suonato al citofono della villa ad Alberi di Vigatto a Parma. Dopo aver telefonato all'avvocato bolognese Filippo Sgubbi e aver ricevuto la telefonata dell'avvocato milanese Giampiero Biancolella, leggendo a entrambi il provvedimento a firma del sostituto procuratore generale di Milano, Carmen Manfredda, Tanzi si è convinto a far preparare una borsa con i vestiti e con le molte medicine che deve prendere ogni giorno. Poi l'imprenditore, che non è apparso mai scomposto e ha spiegato che si aspettava la concessione della sospensiva, è stato portato nel carcere di Parma, salutato dalle silenziose lacrime della moglie.
Ad arrestare l'imprenditore c'erano anche i due sottufficiali che proprio la sera del 27 dicembre 2003 lo fermarono a Milano, all'epoca per ordine della Procura di Parma per il crac da 14 miliardi di euro che ingoiò i soldi anche di migliaia di piccoli risparmiatori.
Un arresto, quello di ieri, quasi in fotocopia di quello di otto anni fa quando Tanzi, rientrato in Italia dopo un viaggio in Ecuador, fu portato in carcere a San Vittore.
I legali presenteranno istanza al Tribunale di Reggio Emilia, competente su Parma, per ottenere che l'imprenditore sconti la sua pena in casa. La difesa chiederà gli arresti domiciliari per motivi di età del condannato, 73 anni il prossimo 17 novembre.
Due giorni fa la Corte Suprema di Cassazione aveva confermato la condanna per il processo milanese - 10 anni - ma abbassando di fatto di due anni la pena. L'indulto e il periodo già scontato potrebbero portare Tanzi - che ha sempre cercato di condividere invano la sua colpa con le banche - a essere libero fra poco più di un anno; una volta che la pena scenderà sotto i tre anni potrà chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali.

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Giovanna Trinchella