Dopo Asa, polemiche anche in valle
VALCHIUSELLA.L'incandescente questione Asa, dopo la protesta sui tetti della sede di Castellamonte, sta surriscaldando il clima anche in Valchiusella. Ad accendere la dicussione, sono state le recenti dichiarazioni del comune di Traversella, guidato da Renza Colombatto.Il sindaco aveva espresso parecchie perplessità sul piano finanziario presentato dalla NewCo, ritenuto poco credibile, e aveva deciso di non mettere all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale alcuna deliberazione in merito al nuovo consorzio rifiuti.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Infatti, i Comuni di Lugnacco, Trausella, Alice e Pecco hanno da poco approvato lo statuto proposto dalla della NewCo e gli amministratori di Issiglio e Vistrorio hanno già inserito a programma la discussione sul documento nei consigli previsti a breve. Sei Comuni dunque, sui dodici presenti sulle rive del Chiusella, sono favorevoli alla nuova società. La valle è spaccata in due.
Il sindaco di Lugnacco, Giovanni Perassa,ha deciso di rompere le esitazioni. «Dobbiamo dare subito un segnale ai lavoratori e ai cittadini - spiega -. Noi non vogliamo sospendere un servizio fondamentale per la comunità e riteniamo che la gestione rifiuti debba continuare ad essere nelle mani di una società interamente pubblica, per garantire un servizio a basso costo, radicato sul territorio, che consenta ai lavoratori locali di continuare a mantenere il posto di lavoro».
Dello stesso parere sembra essere anche il primo cittadino di Pecco, Michele Gedda.«Abbiamo discusso molto sulla faccenda - rivela l'amministratore - e abbiamo deciso di approvare lo statuto. Certo, c'era stata qualche esitazione, soprattutto in merito al ruolo previsto, nella nuova società, per i borghi sotto i tremila abitanti. Ma, poiché siamo riusciti ad ottenere che anche i Comuni più piccoli possano portare un rappresentante su tre nel consiglio di amministrazione, possiamo dirci soddisfatti. Inoltre avevamo richiesto garanzie sul fatto che la NewCo si limitasse ad occuparsi esclusivamente di raccolta e smaltimento dei rifiuti, senza ripetere le aberrazioni della precedente gestione che aveva investito, con dinamiche poco chiare, nelle più diverse attività».
Dal Comune di Alice, arrivano affermazioni ancora più decise. «Non prendiamo in giro i cittadini e i lavoratori - dichiara con fermezza il vicesindaco Remo Minellone-. E' ora di ammettere che la responsabilità della passata e fallimentare gestione del consorzio è interamente degli amministratori locali. Parlo dei Comuni più grandi, certo, ma non solo, siamo tutti coinvolti. Si contattava l'Asa soltanto per chiedere, ma nessuno ha mai dato un contributo vero. Adesso è arrivato il momento di scegliere un management capace, serio e di controllarlo rigorosamente. Siamo già stati travolti da un crack e non possiamo permetterci altri buchi di bilancio, altre operazioni sospette. Eppure si ha il dubbio che il nuovo impegno non sia chiaro per tutti, pensi che qualche amministratore, tra quelli contrari allo statuto, ha persino parlato delle possibili destinazioni degli utili della società. Ma una società di servizi pubblici non deve fare utili, deve garantire un servizio che costi poco e che offra altissima qualità ai cittadini. Sarà poi curioso vedere come risponderanno certe amministrazioni ai loro abitanti, se la raccolta rifiuti dovesse fermarsi per settimane».
Il primo cittadino di Vistrorio, Federico Steffenina,rincara la dose: «La nostra posizione, al di là dei giochi politici, è molto chiara: Asa ha fornito un servizio che, a parte gli inevitabili contrattempi, era ed è un ottimo servizio, ci ha permesso di passare al porta a porta, di togliere i cassonetti dalle strade e ora il paese è più pulito. La raccolta funziona, i costi sono bassi e gli operatori conoscono molto bene il territorio, quindi non abbiamo nulla di cui lamentarci. Le cosiddette criticità? Il piano finanziario non è credibile? Si, mi sta bene, ma il piano che ci hanno presentato è soltanto un prospetto. Una volta approvato, starà poi a noi modificarlo e renderlo efficiente. Hanno tutti paura che possa tornare Filipponi con tutta la sua vecchia amministrazione. Personalmente non credo che nessuno, a meno che non ci sia un 'grande vecchio" che manovra occultamente le sorti del Canavese, possa imporci il ritorno di Filipponi, visto che le decisioni le prenderemo noi. Non capisco dunque la posizione di chi è chiamato a gestire liberamente una società e poi ha paura che la società non funzioni. Guardi che il consiglio di amministrazione della NewCo sarà eletto da rappresentanti dei Comuni consorziati che, di fatto, lo deterranno. Quindi, di che cosa dovremmo avere paura, di noi stessi?».
Posizioni analoghe arrivano in via ufficiale anche dal circolo Pd della Valchiusella. «Facciamo appello al senso di responsabilità degli amministratori per poter dare corso alla costituzione della nuova società - dice il segretario dei democratici, Fausto Bertoldo-. Ci sono delle famiglie monoreddito che rischiano di trovarsi senza lavoro».