Rimpasto, "solo" sei posti
ROMA.E' ufficiale: la Costituzione italiana nella maggioranza non suscita grandi entusiasmi. Dopo la proposta choc di cambiare l'articolo uno del deputato Ceroni, ieri Sardelli e la truppa dei 'responsabili" hanno voluto lasciare un altro segno. Cambiare l'articolo 94 inserendo la"sfiducia costruttiva", un modo per allontanare le elezioni anticipate: il governo non può cadere se non ci sono alternative. «Rientra nella logica di assicurare la governabilità - spiega il capogruppo - questa modifica andrebbe fatta ancor prima della legge elettorale».
Nobili propositi in attesa del rimpasto, ovvero come ricordare al premier che oggi, senza la terza gamba il governo cade. Il capogruppo dei Responsabili, Luciano Sardelli, ha assicurato che «al 100 per cento la prossima settimana si farà questo benedetto rimpasto». Il più famoso Scilipoti, ha incontrato Berlusconi per fargli gli auguri di Pasqua: «Vi stupirò ma non ci sarà il mio nome tra quelli del rimpasto, non voglio fare il sottosegretario», spiega uscendo da palazzo Grazioli, prima di essere contestato da alcuni passanti. La necessità di recuperare nuove poltrone nel governo sta però portando il premier a un'altra forzatura col Quirinale. Per superare quota sessanta, tra ministri e vice, l'ormai nota 'legge Bassanini" deve essere modificata e Napolitano ha già fatto sapere che non si può fare per decreto. Tempi più lunghi dunque, e per ora c'è posto soltanto per altri sei sottosegretari. Lo scontro con il capo dello Stato, Berlusconi lo ha messo in conto ma su altri fronti: il rimpasto non è proprio il massimo per raccogliere consensi in campagna elettorale. Cannoni puntati invece sui temi della giustizia, sia sulle leggi ordinarie, sia sulla riforma del titolo quarto della Carta costituzionale che vorrebbe vedere al primo giro di boa entro l'estate. Se la strategia decisa con i fedelissimi è quella di non avere paura di alzare i toni in questo scampolo di campagna elettorale, magari costringendo il Quirinale a mosse 'partigiane", in altre occasioni usa parole di stima nei confronti di Napolitano, definendolo"una persona per bene". Ma sull'attacco concentrico alla Costituzione, Berlusconi lascia fare, anche di fronte a iniziative come quelle del deputato Ceroni che vuole cambiarla mettendo un gradino sotto al Parlamento"massima espressione della volontà popolare" gli altri organi dello Stato, Quirinale compreso. «Meglio fare queste correzioni con il consenso dell'opposizione» ha commentato ieri pensando alla riforma della giustizia targata Alfano che invece vuole mettere al sicuro con un voto di maggioranza blindato e sfidando l'esito del referendum confermativo.
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Nicola Corda