E le infermiere temono di perdere il posto

CUORGNE'. C'è grande preoccupazione tra il personale dell'ospedale di Cuorgnè per l'intenzione (al momento non ancora confermata) dei responsabili dell'Asl TO/4 di trasferire, ad altri compiti e altre strutture, la dozzina di infermiere professionali operanti nel 'nido" del nosocomio cuorgnatese, che avverrebbe per far posto alle colleghe di Ivrea.
Bocche cucite (per ora) e malumore diffuso, anche perchè (nonostante si tratti soltanto di voci), alla fine del 2011, l'Ostetricia e la Ginecologia di Cuorgnè chiuderebbe i battenti per migrare a Chivasso, un'eventualità che si vuole scongiurare. In particolare, le infermiere, dopo anni di lavoro nel reparto nascite, temono di essere destinate a 'tappare i buchi" di altri reparti dove sono in corso tagli, come in quello di lungodegenza del 'Nubola" di Castellamonte.
«Sarebbe un vero peccato che un gruppo cosi affiatato e all'avanguardia venisse smantellato - riferiscono alcuni genitori che hanno usufruito delle prestazioni -. Le infermiere hanno dimostrato professionalità nell'applicazione di alcuni servizi come il 'rooming-in" (neonato in camera con la mamma) o il 'pelle a pelle" (il neonato lasciato alla mamma per l'allattamento), qualità che chiunque sia ‘passato' dal nosocomio non può che riconoscere».
I parti nel 2010, nell'ospedale di Cuorgnè, sono stati 530 (una cinquantina in più, 580 a Ivrea). La decisione di trasferire l'intero personale infermieristico proprio da Ivrea a Cuorgnè che, secondo indiscrezioni, diventerà operativa dal 9 maggio, è maturata in seguito alla necessità di ristrutturare i locali situati al quinto piano dell'ospedale eporediese.
Ieri mattina, martedi, le infermiere del 'nido" cuorgnatese hanno incontrato il sindaco, Giancarlo Vacca Cavalot, palesando tutto il disappunto e le apprensioni del momento. «Ho preso atto dei timori espressi dalle infermiere in merito alla riorganizzazione del loro reparto - spiega il primo cittadino -. Mi sono immediatamente attivato nei confronti dell'attuale responsabile dell'Asl TO/4, Renzo Secreto, il quale mi ha promesso che in tempi ristrettissimi mi spiegherà nel dettaglio la situazione».
«Per quanto mi riguarda - aggiunge Vacca Cavalot - la mia è sempre stata una posizione energica, salda, finalizzata a salvaguardare i servizi indispensabili che l'ospedale cittadino eroga, tenendo conto del vasto territorio montano che fa capo a questo importante presidio. Sono concetti che con altrettanta forza e determinazione ribadirò».
Conoscendo il sindaco di Cuorgnè (sull'ospedale è stato capace di autentiche battaglie nel recente passato) è facile intuire che non lascerà nulla d'intentato perchè la struttura sanitaria non sia privata dei servizi essenziali e, a maggior ragione, di ciò in cui eccelle, come spesso è stato rimarcato proprio a proposito dell'Ostetricia e Ginecologia.

Dario Ruffatto