Bomba carta, tre denunciati

BROSSO. Come già annunciato dal sindaco del paese, a mettere la bomba carta davanti al bar-trattoria di Brosso sono state persone del posto e le ragioni che le hanno spinte a un simile gesto sono legate a screzi e beghe di paese. Si tratta di tre ragazzi tra i 19 e i vent'anni: uno studente, un manovale e un operaio.
Ai carabinieri, dopo un maldestro tentativo di negare il proprio coinvolgimento nelle vicenda, hanno ammesso, seppur in parte, le proprie responsabilità. Poco, invece, hanno spiegato sulle cause del loro rancore verso le due donne che da un anno e mezzo gestiscono il bar ‘L'elfo delle Miniere', in piazza Sclopis, davanti al Municipio. Screzi, incomprensioni sulle feste organizzate in paese, come quella ultima di Carnevale.
Motivi futili, come spiega uno degli inquirenti, ma che vanno ancora chiarite e approfondite. I tre hanno solo fatto capire agli inquirenti che quelle donne dovevano andare via dal loro paese e che meritavano una lezione.
La bomba carta è stata fatta esplodere nella notte tra mercoledi e giovedi scorsi. L'onda d'urto ha divelto la saracinesca, mandato in frantumi le vetrate e annerito una piccola parte del mobilio. Si tratta di una bomba fabbricata in maniera artigianale da uno dei denunciati a piede libero. Nella sua abitazione, infatti, sono state trovate tracce di polvere da sparo.
Ai tre, i carabinieri sono arrivati seguendo le tracce lasciate dalla vernice caduta dalla bomboletta spray di colore rosso. Quella usata dai ragazzi per scrivere, sulla facciata del bar-trattoria, una scritta ingiuriosa rivolta alle titolari del bar. Una frase in cui, al di là delle pesanti offese, si invitava le due ad andare via dal paese.
Ebbene, quella vernice colata sui cubetti di porfido di via Roma ha portato i militari dell'Arma fin davanti all'abitazione di uno dei tre denunciati. Di li a incastrare il gruppo è stato abbastanza semplice. Le accuse che vengono mosse loro sono di danneggiamento aggravato, diffamazione e, per uno di loro, detenzione di materiale esplosivo.
Ma perchè tanta acredine nei confronti di Lionilde Riondella e Silvia D'Agostini? Le bariste, nelle poche parole riferite ai giornalisti, si sono limitate a dire di essere venute a Brosso solo per lavorare. «Tutto quello che possono dire in paese su di noi è falso».
A Brosso, i residenti raccontano di rapporti sempre tesi tra le due titolari dell'unico bar aperto in centro e la comunità. Tensioni che anche il sindaco, Ilario Vigliermo Brusso, conferma. «Diciamo che non si sono mai fatte voler bene - spiega -. Hanno litigato un po' con tutti, soprattutto con le associazioni che sono l'anima del paese. Ma da qui a mettere una bomba carta ce ne corre. Questo episodio, gravissimo, mi preoccupa. Cose del genere a Brosso non le abbiamo viste e mai mi sarei aspettato che qualcuno di noi potesse arrivare a tanto».

Vincenzo Iorio