Una fattoria didattica alle porte della città

IVREA.C'è chi non vuole, a nessun costo, dividere il tempo del lavoro dal tempo libero, ma ha fatto della propria attività una scelta di vita che occupa tutta la giornata, tutti i giorni del mese, e tutti i mesi dell'anno. Cosi hanno fatto, ormai da mezzo secolo, Martino e Gianna Bagnod, seguiti sulla via da loro delineata dai figli Dario e Mara. Hanno scelto, convinti, di essere pastori di mucche e nel corso degli anni non si sono arresi davanti alle tante difficoltà che, di volta in volta, si sono presentate loro: dall'esproprio di alcuni terreni per costruire il quartiere San Giovanni, a certe norme comunitarie molto vincolanti, alla necessità di inventarsi nuovi lavori legati alle loro mucche e alla produzione del latte.
La loro cascina, circondata da ampi prati che si perdono a vista d'occhio, è diventata ora una fattoria didattica. «Da tre anni ospitiamo scolari di tante classi, in genere delle elementari del Piemonte e della Valle d'Aosta - spiega Gianna -. I bambini arrivano di mattina con le maestre e a loro mostriamo le mucche, i vitelli, i cavalli, come si svolge la mungitura e spieghiamo il ciclo della lavorazione del latte. Gli scolari prendono confidenza con l'ambiente della fattoria, giocano con i nostri cani e gatti, guardano curiosi i pony, anche perché alcuni, abitando in città, raramente riescono a venire in contatto con gli animali d'allevamento. E diventano protagonisti, perché con mia figlia Mara fanno il gelato che poi gustano nei nostri locali, mentre i nostri biscotti li portano a casa. Per molti la visita alla nostra fattoria è qualcosa di unico».
In un'ala della cascina, infatti, da una decina d'anni Mara ha aperto una gelateria e produce gelati che si possono acquistare e portare a casa oppure gustare sul posto, nella saletta bar che si affaccia su un mini parco giochi. Dario, sposato da poco con Alessia, ha deciso insieme a lei di produrre il formaggio: da quello stagionato, ai tomini, agli yogurt alla frutta. «In una realtà economica in forte trasformazione anche noi abbiamo necessità di adeguarci alle richieste del territorio in cui siamo inseriti, per proporre nuovi prodotti o per migliorare la nostra attività - precisa Dario -. Per questo mia sorella ha puntato sul gelato, io ora sul formaggio e tutti insieme abbiamo trasformato la nostra fattoria, in un luogo dove gli insegnanti possono fare lezione e gli studenti imparare, osservando e toccando con mano il mondo degli allevatori. Ed è questo un mondo disseminato di non poche difficoltà, ma queste si riescono a superare se si crede nel proprio lavoro, se si è convinti delle scelte compiute e se si prova soddisfazione a svolgere le varie mansioni richieste a chi deve badare agli animali. Il tempo della nostra vita è vissuto qui in cascina, dove tutti i giorni siamo chiamati a compiere tante piccole azioni che non possiamo rinviare, a partire dalla mungitura».
In questi giorni di bel tempo, le mucche di Bagnod vengono portare fuori dalla stalla, dove sono rimaste per un lungo inverno, e pascolano tranquille, brucando l'erba qua e là. Martino si è affrettato a delimitare il pascolo delle sue bestie con il filo elettrico, per evitare che sconfinino su altre terre o scappino. «Finito il militare - ricorda Dario - mio padre riuni la famiglia e ci chiese cosa volessimo fare del nostro futuro e sia io che mia sorella, senza incertezze, gli abbiamo risposto che volevamo trascorrere la vita nella nostra cascina, fra i nostri prati e le nostre bestie». Egli riconosce che le difficoltà sono tante, soprattutto perché certe leggi invece di incentivare l'attività agricola, la vincolano troppo e la limitano.
Sia i Bagnod che gli altri allevatori di Ivrea, e non sono pochi, sperano nei nuovi Piani Agricoli che l'Unione Europea redigerà nel 2013.

Giuliana Airoldi