Ma la maggioranza è in affanno
ROMA.Il panico si diffonde nella maggioranza fin dal primo voto, la richiesta del Pd di rispedire il processo breve in commissione. Nel Pdl non sono certi dei voti, c'è una insicurezza diffusa. Non si sa da dove può arrivare la sorpresa negativa. Sono passate da poco le quindici, Iole Santelli e Laura Ravetto fanno le 'butta dentro" in giro per il Transatlantico per tutti quelli che si attardano. Non si aspettavano il voto cosi rapido e il capogruppo Cicchitto chiede supporto ai colleghi Reguzzoni della Lega e Iannacone dei Responsabili: con i loro interventi contro la proposta guadagnano tempo che è manna dal cielo. Ritorno in commissione bocciato per undici voti e nella maggioranza si tira il fiato.
L'agitazione resta solo per le accuse che piovono sulle loro caselle di posta elettronica. La campagna di"mail bombing" lanciata dal Popolo Viola viene raccolta da molti familiari delle vittime e dalle parti lese dei processi che rischiano la prescrizione. «Si spera che Ella non ambisca a NON aver contribuito a rendere giustizia agli studenti sepolti sotto le macerie della Casa dello studente dell'Aquila, ai cittadini bruciati alla stazione di Viareggio» e numerosi altri morti sul lavoro, si legge nel testo inviato ai parlamentari. Un modo per chiedere una marcia indietro che sarà replicato dal vivo, oggi, davanti a Montecitorio, ancora una volta blindato. La lunga lista dei processi a rischio obbliga il ministro Alfano a replicare ma non la maggioranza a tornare sui suoi passi. Si va avanti senza ripensamenti e anzi, oggi, il Consiglio dei Ministri dove Tremonti porterà la Decisione di Economia e Finanza (l'ex DPEF), è stato convocato a Montecitorio e non a Palazzo Chigi in tempi contingentati all'ora di pranzo. Ministri decisivi e blindati perché ieri è andata bene ma l'incidente arriva quando ti rilassi. Le voci di imboscata arrivano fino ai Responsabili che attendono la seconda tranche del rimpasto. A Domenico Scilipoti che passeggia in Transatlantico chiediamo se c'è stato il chiarimento con Denis Verdini e se lui voterà compatto con la maggioranza. La risposta è due «no» scanditi vicini: il conto deve essere ancora saldato.
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Nicola Corda