Un fondo per la non autosufficienza
CALUSO.E' cominciata martedi scorso anche a Caluso, davanti al poliambulatorio, la campagna di sensibilizzazione promossa dai sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil nei confronti della Regione Piemonte per la tutela delle persone non autosufficienti e dei loro familiari. «L'obiettivo - spiega Pierino Ferrero, responsabile dello Spi - Cgil di Caluso - è quello di raccogliere 300 mila firme in tutto il Piemonte da inviare al presidente della regione Roberto Cota, una mega cartolina con la quale si solleciteranno alcuni provvedimenti che da tempo le categorie deboli della nostra regione attendono. In particolare nella missiva si chiederà la promulgazione di una legge regionale ad hoc e l'istituzione di un fondo per la non autosufficienza, maggiore sostegno alle persone portatrici di handicap ed alle loro famiglie, l'abbattimento delle liste di attesa negli ospedale, un centro diurno in ogni distretto sanitario per gli ammalati di Alzheimer, e più posti letto per garantire la continuità assistenziale. A ciò si aggiunge la beffa dell'invalidità civile: sono cambiate le procedure e le responsabilità rimbalzano tra Inps ed Asl, mentre le pratiche non vengono evase da un anno. Cosi nemmeno l'indennità di accompagnamento di 487,39 euro al mese arriva alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie».
Dai dati forniti dai sindacati risulta che nella provincia di Torino 15 mila persone malate croniche non autosufficienti e le loro famiglie sono lasciate sole in lista d'attesa per un letto in struttura per anziani, o per un sostegno domiciliare. Nel distretto di Ivrea e di Caluso sono più di 1.100 gli anziani in lista d'attesa: circa 480 necessitano di posti letto e circa 650 di sostegno domiciliare, mentre la Regione ha tagliato risorse sociali ai consorzi, e le ASL hanno ridotto del 5% la spesa sanitaria. (l.m.)