Lampedusa, oggi inizia l'evacuazione
ROMA. Gli sbarchi incessanti di centinaia di disperati in fuga, duemila migranti che restano senza cibo, l'emergenza igienica che incombe, i cittadini esaperati che occupano il Consiglio comunale: Lampedusa collassa sotto il peso di 6.200 immigrati, ormai più degli stessi isolani. A restituire un po' di respiro all'isola, l'arrivo delle sei navi che oggi daranno il via all'evacuazione.
La nave della Marina militare San Marco è giunta già la notte scorsa. La prima delle navi passeggeri invece è in arrivo questa mattina e attraccherà a Cala Pisana. Le altre imbarcazioni che, in totale, possono ospitare fino 10mila persone, sono attese per il pomeriggio.
Ci vorranno almeno due giorni prima di svuotare l'isola. Intanto ieri è stata un altra giornata infernale, iniziata all'alba con il recupero di quasi 500 nordafricani tra eritrei, somali e tunisini. E mentre nelle prime ore del mattino la motonave della compagnia Grimaldi portava a termine il trasferimento di 827 immigrati destinati alla tendopoli di Manduria, a Lampedusa la conta arrivava a 6.200 presenze. La maggior parte, circa 4mila, sono ammassati nella stazione marittima. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, ricordando che dall'inizio dell'anno sono arrivati dalla Tunisia oltre 21mila immigrati, ha assicurato che da oggi la situazione dell'isola siciliana «si risolverà». Ieri però sono state altre le emergenze da gestire. Il primo allarme parte dal il sindaco Dino De Rubeis: «'Lampedusa accoglienza", la società che gestisce l'accoglienza dei migranti, distribuisce 4.200 pasti al giorno. Gli immigrati presenti sono 6.200, dunque 2.000 persone non mangiano». La cooperativa però smentisce: «Abbiamo garantito un pasto caldo a tutti». Pasto caldo o no, l'isola è stracolma, via Roma, la via principale è diventata bivacco dei migranti. I lampedusani sono allo stremo. Dopo l'occupazione del porto di lunedi, ieri gli abitanti hanno fatto irruzione nell'aula del consiglio comunale attaccando uno strisicone che invoca la presenza del governo. A preoccupare ora è anche l'emergenza sanitaria. Gli ispettori dell'Iistituto per la salute delle popolazioni migranti inviati sull'isola dicono che «è necessario svuotare al più presto Lampedusa». Dopo le dichiarazioni dell'assessore alla Sanità locale, Massimo Russo che parla delle precarie condizioni fisiche in cui arrivano eritrei e somali (curati per salmonella e diarrea), interviene il ministro della Sanità Ferrucccio Fazio: «La situazione igienica è preoccupante».
Nel delirio lampedusano, i migranti ieri hanno cercato di contribuire pulendo le strade e dando vita ad un corteo che ha ringraziato Lampedusa e chiesto a «tutte le province italiane» di prenderli. Ma a prenderli per ora saranno le imbarcazioni noleggiate a compagnie private. Il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo ha proposto che i barconi con gli immigrati vengano accolti prima di toccare terraferma. Intanto, si continua a ragionare sui siti che dovranno accogliere i clandestini: tre tendopoli potrebbero essere allestite nelle aree dei comuni di Caltanissetta, Potenza e Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Già pronti o in fase di completamento invece, quelli di Taranto e Chinisia (Trapani). Mentre la Toscana conferma la disponibilità all'accoglienza ma dice no alla tendopoli a Coltano (Pisa), perché si tratta di un'area troppo grande in cui si potrebbero creare tensioni.
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Annalisa D'Aprile