A Fukushima radiazioni in aumento


ROMA.Il livello di radioattività intorno alla centrale di Fukushima continua ad aumentare. Lo ha detto ieri Graham Andrews, assistente del direttore generale dell'Agenzia atomica internazionale, Yukiyo Amano, ieri in Giappone. La lotta dei tecnici giapponesi per raffreddare i reattori ed evitare la fusione nucleare che avrebbe conseguenze catastrofiche (non solo per il Giappone), è proseguita anche ieri con tentativi di raffreddamento degli impianti dal cielo e da terra. Elicotteri hanno lanciato bombe d'acqua per cercare di irrorare le piscine dei reattori numero 3 e 4. Ma l'operazione è stata effettuata da 300 metri di altezza per limitare i rischi per i piloti, quindi con scarsa precisione. E utilizzando una massa d'acqua di 30 tonnellate in tutto, rispetto alle 2mila tonnellate che possono contenere le piscine. Operazione comunque seguita dal lancio di getti d'acqua ad alta pressione dai cannoni collocati su sei camion.
La società Tepco non è stata in grado di fornire una cifra del livello dell'acqua, ma si teme (come affermano gli esperti Usa) che la piscine dei due reattori siano a secco o quasi. Nelle vasche sono alloggiate le barre di combustibile che, se non sommerse dall'acqua ed esposte all'aria, si surriscaldano e rilasciano radiazioni. Quello insomma che sta accadendo. Nonostante la valanga d'acqua le radiazioni hanno toccato i 3.700 microsievert all'ora, e in certi momenti i 4mila (il livello considerato sicuro è al massimo di 1000 microsievert, ma all'anno).
La notizia positiva di ieri è che non si sono verificate nuove esplosioni e incendi nei quattro reattori, ma questo non è un indicatore che la situazione sia migliorata. Elicotteri e camion-cisterna riprenderanno oggi a gettare acqua. Le prossime ore saranno decisive, e i tecnici della Tepco sono riusciti finalmente a posizionare un cavo elettrico esterno al reattore numero 2. Gli ingegneri intendono riallacciare l'elettricità al reattore una volta che sarà stata portata a termine l'operazione di raffreddamento del reattore numero 3. L'elettricità è infatti necessaria per rimettere in funzione le pompe che immettono l'acqua nei reattori per la refrigerazione. La terribile scossa di venerdi scorso aveva infatti fatto saltare l'energia, ma poi era stato lo tsunami a mettere fuori uso anche i generatori di emergenza. Ed è questo uno dei principali guasti che hanno condotto al collasso.
Resta comunque l'incertezza sulla reale entità dell'incidente, e ieri si sono evidenziate le divergenze tra Giappone e Stati Uniti. Il responsabile dell'energia atomica Usa Gregory Jaczko aveva parlato di radiazioni letali nella centrale, tesi che è stata smentita dal Giappone. E mentre gli Usa raccomandano ai concittadini di rispettare una fascia di sicurezza di 80 chilometri da Fukushima, il governo giapponese ha evacuato gli abitanti entro i 30 chilometri. Tensioni striscianti che comunque non ostacolano la cooperazione. Gli Usa hanno annunciato l'invio di una squadra di esperti nucleari militari del Pentagono: ingegneri nucleari e scienziati biochimici specializzati in rischi biologici e nucleari. Da parte sua la Cina, con una certa durezza, ha esortato il governo nipponico a fornire informazioni dettagliate su quanto sta accadendo. E il presidente russo Medvedev ha parlato di «un disastro colossale, una catastrofe».
L'emergenza nucleare sta purtroppo facendo passare in secondo piano l'immane tragedia che si sta consumando nel nord-est sventrato dallo tsunami.
Il bilancio ufficiale del disastro parla di 5mila morti e 9.500 dispersi confermati.Ma si teme che i dispersi siano oltre 20mila. La prefettura di Miyagi deve fare i conti con i suoi 600mila sfollati, e la sopravvivenza è difficile. Gli aiuti scarseggiano, i collegamenti ancora difficili, fa freddo e nevica e la gente non ha mezzi per ripararsi. Una catena della sfortuna soprattutto per questa regione - terremoto, tsunami, radiazioni, freddo polare, black-out - che sembra senza fine. Manca persino il carburante per mettere in moto le ruspe, il cibo e l'acqua scarseggiano. Gli abitanti hanno fatto ricorso addirittura alla neve per poter ricavare acqua per bere e lavarsi. Il presidente Usa Barack Obama, parlando dalla Casa Bianca ha assicurato che «il popolo giapponese non è solo in questa tragedia». Ma nel nordest migliaia di persone rischiano di morire. Di fame e di stenti, non per le radiazioni.

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Paolo Carletti