Conto alla rovescia per la MotoGp Rossi-Ducati, partenza in salita

ROMA.Nuova scuderia, il rosso come cornice, e un binomio made in Italy che i tifosi aspettavano da anni. Tra 7 giorni apre la nuova stagione Motogp: 1ª tappa in Qatar, il 20 marzo, per un mondiale tra i più attesi perchè Valentino Rossi finalmente sarà in sella alla Ducati. Un corteggiamento durato da quando Rossi, in partenza dalla Honda era addirittura stato a Borgo Panigale a vagliare l'opzione Ducati, prima di approdare in Yamaha. Nell'inverno 2003, i primi contatti diretti, con fumata nera. Ma non fini l'interesse reciproco. Rossi aveva lanciato segnali già nel 2009, in piena bagarre con Lorenzo per il titolo, nella gara di Misano: il Dottore spese parole d'elogio non richieste per Filippo Preziosi, papà delle Ducati Motogp. Sarà proprio la trattativa di Preziosi, dopo meno di 12 mesi, a convincere Rossi ad abbandonare la Yamaha, per la rossa. «Non è stato un colpo di fulmine con la Ducati - ha detto Rossi -, da tanti anni ci pensavo, era il momento giusto. Non sono pentito, anche perchè non abbiamo ancora cominciato». Ma per lui il mondiale inizia in salita: l'operazione alla spalla destra, eseguita in novembre dopo gli ultimi test 2010, non è andata come tutti s'aspettavano. «La spalla mi fa ancora male - rivela Rossi - ho fatto un consulto ed è venuto fuori che il tendine del bicipite non è sceso dove doveva». Rossi, che si è lasciato alle spalle il terribile incidente del Mugello del 2010, è perplesso. «Le ossa più simpatiche in poco tempo si sistemano, invece la spalla...». Notizie nere per il pilota e per la Ducati che, nell'operazione Valentino, si gioca molto in termini economici e di sviluppo tecnico. Finora non si può dire che le cose siano andate al meglio. Nei primi test in Malaysia il cronometro è stato avaro con Rossi sempre intorno alla 10ª posizione, faticando nella messa a punto di una Ducati difficile da far entrare in curva, ma dotata di grande accelerazione. Davanti Vale ha una pattuglia di avversari decisi a non lasciare nulla. Il 2011 vive già del duello tutto spagnolo tra il campione del mondo su Yamaha Jorge Lorenzo e il pilota della Honda Dani Pedrosa. Ma nella lotta c'è anche l'australiano Casey Stoner, che ha lasciato Ducati per Honda: nei test è stato il più veloce, dimostrando confidenza assoluta con la moto, migliore addirittura di quella di Dovizioso e Pedrosa che la RC212V la gestiscono da qualche anno. Tra i personaggi da tenere d'occhio per le prossime 18 gare - rischia di saltare la tappa nipponica - ci sarà anche Marco Simoncelli con la 4ª Honda ufficiale. Il pilota di Coriano, grande amico di Rossi, nei test ha mostrato di potersi inserire nella mischia. In quest'ottica di piloti giovani, il Valentino 32enne è il veterano. Pensione vicina? Lui non la pensa cosi. «Spero di restare qualche anno in MotoGp - dice - poi andrò in pensione in Superbike». Nelle derivate di serie potrebbe incontrare il rivale di sempre, quel Biaggi campione del mondo con le Sbk, un tempo bersaglio preferito delle rivalità agonistiche. Alla soglia dei 40 anni Biaggi non è stanco di correre e potrebbe decidere di aspettare Rossi.