Treni, avvio soft del nuovo orario
IVREA.L'esordio del nuovo orario ferroviario (dopo i mega ritardi del mesi scorsi) è avvenuto in modo sostanzialmente positivo. Tutto è andato bene, almeno sino a ieri. Il cambio di treno alla stazione di Ivrea non ha provocato particolari problemi agli utenti valdostani che, al contrario, sono apparsi quasi sorpresi dalla funzionalità del servizio: naturalmente è presto per cantare vittoria e bisogna attendere un lasso di tempo più lungo.
Lunedi mattina, giorno del battesimo del fuoco, la stazione di Ivrea era presenziata da numerosi ferrovieri, ma soprattutto da alti dirigenti delle Ferrovie dello Stato e funzionari regionali. Si temeva soprattutto la reazione degli utenti valdostani (che mal digeriscono di dover cambiare treno a Ivrea), ma tutto si è svolto per il meglio.
Anche nei giorni successivi le coincidenze hanno funzionato e i treni per Torino, trainati dai potenti locomotori elettrici E464, hanno viaggiato a velocità ben superiori a quelle dei vecchi ed ansimanti Diesel 445. Questo ha permesso anche di recuperare qualche piccolo ritardo giungendo in orario a destinazione. Quanto alla tratta Ivrea-Aosta, i Minuetto Diesel Euro 3, sono apparsi molto più 'performanti" dei 445, consentendo in taluni casi anche degli anticipi sui tempi di percorrenza.
«Anche i più restii,- afferma il presidente dell'Associazione Utenti Agostino Petruzzelli -hanno potuto verificare che cambiare treno, a Ivrea o Chivasso che sia, è un disagio, ma non un dramma. I pendolari dei treni del servizio locale tra Ivrea e Chivasso (di Strambino, Caluso, etc.) lo fanno da sempre. La speranza è che questa soluzione, obbligata dalle caratteristiche della linea ferroviaria, riesca ad assicurare una maggiore regolarità del servizio. Certamente i nuovi orari presentano qualche problema, non per l'introduzione dei cambi treno, bensi per il fatto che sono stati predisposti in fretta e furia per superare l'emergenza».
«Ci aspettiamo che ora, finalmente, si cambi registro e la si smetta di alimentare polemiche sterili e pretestuose su dove fare il cambio treno. Il problema vero da risolvere è quello di rendere la Torino-Aosta adeguata alle necessità dei territori e dei cittadini del Canavese e della Valle d'Aosta, provvedendo prima di tutto all'elettrificazione dell'intera tratta».
La Valle d'Aosta, purtroppo, non ha mai speso un euro per il potenziamento della linea, ma ora, piaccia o no, è bene che anche la ricca regione autonoma pensi a stanziare parte dei fondi (servono 85 milioni di €) necessari alla elettrificazione. (p.m.)