‘Noi pendolari beffati e trattati senza rispetto'
Riceviamo e pubblichiamo.
Mercoledi, ore 12.55. Parto da Ivrea diretta a Chivasso su un treno locale, per arrivare a Chivasso e salire sul treno per Torino delle 13.44. C'è poco tempo tra la previsione dell'arrivo e l'orario di partenza, ma è una coincidenza, quindi sono fiduciosa. A Montanaro il nostro treno si ferma qualche minuto in più (perché?), poi arriviamo a Chivasso. Vediamo il treno su cui dobbiamo salire, ma per arrivarci bisogna scendere dal sottopassaggio e risalire su un'altra banchina. Non tutti sono scattanti, ci sono persone anziane o con valigie. Arriviamo davanti al treno, che ci chiude le porte in faccia e parte, lento e inesorabile. Spontaneo chiedere al personale ferroviario perché il treno, pur avendoci visti arrivare, sia subito partito. Ci viene risposto, con disprezzo, che 'a Chivasso ci sono molti altri treni per Torino e non si può far ritardare un treno solo per noi". Tante grazie, davvero! Come se fosse colpa nostra che ogni giorno ci sono problemi e ritardi. Colmo dei colmi, su Internet risulta che quel treno è arrivato a destinazione con un minuto di anticipo. Noi invece, prendendo il treno delle 13.50 (altro locale!) siamo arrivati alle 14.20 a Porta Susa. Un treno che tra l'altro non arrivava a Porta Nuova, per cui chi avesse dovuto scendere li avrebbe dovuto aspettare quello partito da Ivrea 40 minuti dopo...
e.p.