Pininfarina riapre i battenti
BAIRO. Lo stabilimento Pininfarina di Bairo tornerà a produrre. Ieri pomeriggio è stato comunicato formalmente l'affitto di un ramo d'azienda alla Cecomp di La Loggia fino al 2013. L'obiettivo? Produrre tremilaseicento vetture elettriche destinate alla municipalità di Parigi. Saranno impiegati cinquantasette lavoratori Pininfarina, attualmente in cassa integrazione.
Si tratta di un altro pezzo molto importante del progetto legato alla produzione delle vetture ecologiche finanziato anche da Vincent Bollorè, che in questo nuovo accordo è responsabile in solido. In pratica, con Pininfarina si continuerà con il modello produttivo di sempre. E, a Bairo, si realizzerà il montaggio finale delle auto.
Tra l'altro, i numeri previsti indicano che saranno riassorbiti tutti gli operai che erano in forza nello stabilimento di Bairo (circa trentacinque), e altri che lavoravano a San Giorgio. La fase di avvio della produzione sarà rapido. Si prevedono, per il 2012 e il 2013, una media di milleseicento vetture. Le altre già dall'estate. La formalizzazione dell'affitto di ramo d'azienda avverrà in tempi rapidissimi, secondo quanto illustrato ai rappresentanti sindacali di fabbrica, addirittura entro la fine di marzo.
I commenti delle organizzazioni sindacali sono positivi. Per il Canavese che ha visto una contrazione importante dell'industria è un fatto significativo. Dice Federico Bellono, segretario provinciale Fiom: «E' bene che la situazione, ferma da tempo, si muova. Certo, è un primo passo che comincia con il riassorbimento di un buon numero di lavoratori, ma deve essere l'inizio di un percorso». Insomma, il tema della mobilità sostenibile è ampio, articolato e di estrema attualità. E le prime autovetture elettriche made in Canavese saranno per la municipalità di Parigi. Osserva Bellono: «Il ruolo della politica industriale e delle amministrazioni locali, in questo campo, è fondamentale». E sulla stessa lunghezza d'onda è Vito Bianchino, segretario della Fim del Canavese, che da mesi insiste a mantenere vivo un dibattito sul territorio. Osserva: «E' un passo importante per il territorio. Teniamo presente che gli stabilimenti di Bairo e San Giorgio erano fermi ormai da mesi, dopo la fine delle produzioni legata ad Alfa e Ford». Anche il segretario Fim incalza gli enti locali a sostenere questo nuovo settore: «Perchè questi progetti abbiano uno sviluppo - sottolinea - servono si l'impegno degli imprenditori, ma anche politiche per l'innovazione. Noi continuiamo a dire che il settore della mobilità sostenibile debba essere affrontato ad ampio raggio e per San Giorgio immaginiamo la possibilità di riconvertire i mezzi pubblici e renderli ecologici». (ri.co.)