Carnevale al bar, quanto mi rendi

IVREA. Conti in tasca allo Storico Carnevale. Ma se, nel tempo, si è riusciti a calcolare quanto costa la manifestazione in tutti i dettagli, non è mai stato prodotto uno studio su parametri scientifici per capire quanto rende. Enrico Capirone, vicesindaco e assessore al Bilancio, osserva: «Non mi risulta siano stati condotti studi economici. Quest'anno, però, insieme al conto consuntivo, come amministrazione comunale faremo anche il bilancio sociale. Ed è, quindi, un tema che certamente andremo ad approfondire». Stessa intenzione anche all'interno della Fondazione.
Ma, nell'attesa di uno studio preciso, qualcosa si può dire. L'effetto economico immediato di una giornata come quella di domenica 6 marzo ricade sui bar, ristoranti, banchetti che distribuiscono cibo e bevande. La vendita dei superalcolici è un must. Le bottiglie di sambuca vanno alla grande, cicchetto dopo cicchetto, la media di spesa (non solo caffè, quindi) si alza. E le casse si riempiono. Cifre stratosferiche. C'è chi, ad esempio, in una domenica come la scorsa, con sole primaverile e tanta gente, ha messo in cassa qualcosa come dodicimila euro. Tanto per fare un paragone, c'è chi dice di guadagnare nei giorni di Carnevale, l'equivalente di tre mesi di lavoro. E non importa, alla fine, se i locali si trasformano e si vestono di teli in plastica e cartoni e fare le pulizie, a fine giornata, è faticoso e i furgoncini mobili con il cibo fanno a gara per venire. Se la fanno da padrone bar e ristoranti, un settore che 'tira" è quello della sartoria e della produzione di tutto quanto serve per vestire aranceri e gruppi storici. Ci sono sarte che, per cucire prevalentemente le divise degli aranceri, vi si dedicano a tempo pieno per un paio di mesi prima del Carnevale. Le divise degli aranceri costano, a seconda delle personalizzazioni, dai 40 euro in su ed è un settore che si trascina stoffe, rifiniture, nastri e quant'altro. Buon riscontro anche per quanto riguarda i negozi di fiori, tra bouquet e composizioni per gruppi. Buona l'affluenza anche negli alberghi. Il week end di Carnevale riesce, in media, a saturare la ricettività alberghiera della città e non solo. Siccome il numero dei posti letto in Ivrea è diminuito negli ultimi anni, i turisti e i gruppi si spalmano fino a Viverone. Per eventi come il Carnevale, la maggior parte dei turisti si ferma una sola notte e si contano, quindi, un paio di pasti in giro. Più difficile, ad esempio, quantificare l'effetto economico derivato dai camperisti (quest'anno ce n'erano, nell'area, centosettanta). Ovviamente, essendoci molta più gente in città, i commercianti fuori dalle aree della battaglia delle arance, ma lo stesso presenti nel centro storico possono contare sui clienti occasionali. E li, si può mettere di tutto un po', da edicole e librerie a vendita di oggettistica e gadget.
Un altro settore sul quale c'è una significativa ricaduta economica legata al Carnevale è quello delle manutenzioni e dell'affitto di mezzi meccanici e di servizi tecnici, impiegati, ad esempio, per la posa di reti e bandiere in tutta la città. (ri.co.)