Famiglie italiane indebitate mutui con i tassi in crescita e meno soldi nei conti correnti
ROMA.Famiglie più povere e indebitate. Con i conti correnti più magri - calati dell'1,7% - sono costrette a ricorrere sempre più frequentemente ai prestiti bancari per poter tirare avanti. A gennaio le richieste agli istituti di credito sono aumentate del 5% su base annua. Brutte notizie anche sul fronte dei tassi sul credito al consumo, saliti di mezzo punto all'8,7%, e per quelli dei mutui cresciuti dal 3,18 di fine 2010 al 3,36 di inizio 2011. Per i mutui si tratta del livello più alto dal dicembre 2009.
Sono i dati contenuti nel supplemento «Moneta e banche» della Banca d'Italia che ricorda come a giugno le banche abbiano inserito nei prestiti alcune operazioni di cartolarizzazione. In un comunicato Bankitalia spiega che il tasso di crescita dei prestiti al settore privato è salito al 4,8% rispetto al 3,6% di dicembre. Il tasso su base annua dei prestiti alle società non finanziarie è salito al 4,2% dal 2,0% del mese precedente. La raccolta dei depositi del settore privato registra il segno meno (1,7% rispetto a 1,2% di dicembre).
I tassi di interesse sui mutui sono cresciuti fino a toccare il 3,36%. Al contrario gli interessi riconosciuti sui conti correnti hanno registrato un ritocco verso il basso dallo 0,36 allo 0,35%. Restano pressochè stabili i tassi passivi sui depositi (0,69%) mentre a gennaio i tassi sui nuovi finanziamenti alle imprese erogati nel mese sono diminuiti di dieci punti fino al 2,69%. I tassi di crescita della raccolta obbligazionaria rimane negativo a - 1,6%.
Per il Codacons l' aumento certificato dalla Banca d'Italia sui mutui è «un dato molto preoccupante specie se si considera che la Bce ha già annunciato un possibile aumento dei tassi di riferimento a partire da aprile, cosa che metterebbe in difficoltà con il pagamento delle rate almeno 30 mila famiglie che attualmente riescono a onorare ancora i loro debiti». Adusbef e Federconsumatori denunciano «il sistema bancario» che fa «pagare alle famiglie i costi delle operazioni spregiudicate di allegri finanziamenti erogati senza alcuna meritorietà di credito come dimostra l'aumento delle sofferenze bancarie arrivate al 30%».
Anche l'opposizione commenta con preoccupzione le cifre di Bankitalia. Per il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, si conferma «la contrazione del risparmio netto delle famiglie italiane». Si tratta «dell'inevitabile conseguenza dell'elevata disoccupazione, dell'assenza di indennità di disoccupazione per i lavoratori precari, dei tagli ai servizi pubblici, degli aumenti delle tariffe, degli effetti dell'inflazione sul potere d'acquisto». La 'stagflazione" dell'economia (vale a dire l'intreccio tra inflazione in crescita e stagnazione), conclude Fassina, andrebbe combattuta anzitutto con una riforma dell'Irpef a sostegno dei redditi medi e bassi «da finanziare con l'innalzamento della tassazione delle rendite». Per Antonio Borghesi, vice capogruppo dell'Idv alla Camera «le nuove, disastrose notizie di Bankitalia rendono ancora più evidente il fallimento del governo Berlusconi in fatto di politica economica».
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