Il dono più prezioso? Una campana

PRATIGLIONE. 'Regalateci una campana per poter richiamare i fedeli alla preghiera". Dalla lontana Tanzania arriva un accorato appello alla generosità dei canavesani del quale si fanno portavoce i coniugi Giuseppina e Livio Bellino di Pratiglione. Impossibile restare indifferenti all'Africa, alla sua gente, alla sua bellezza arcaica, ma anche alle profonde, insite contraddizioni.
«Abbiamo conosciuto la missione di Vingunguti, alla periferia della capitale Dar es Salaam, attraverso una suora cottolenghina di Torino - confida la signora Giuseppina -. In questo ‘slum', grazie alla generosità di tanti volontari, italiani, ma non solo, è stata costruita una scuola materna attualmente frequentata da circa 120 bambini che, nelle intenzioni, si vorrebbe ampliare. Mio marito ed io abbiamo deciso di andare a visitare questa missione per la prima volta nel 2009 e ci siamo ritornati lo scorso anno. Livio (ex primo cittadino di Pratiglione ed attuale vicesindaco ndr.) si è occupato di lavoretti di falegnameria, mentre io ho dato una mano alle suore nelle varie attività domestiche di gestione della missione della quale si occupano due religiose keniote ed una italiana. La popolazione locale è cordiale, sorridente e, francamente, non abbiamo mai avuto sentore di particolari situazioni di pericolo dalle quali eravamo stati messi in guardia da più parti alla vigilia della partenza».
«Ogni domenica, nella chiesa del villaggio, dedicata a Santa Teresa, ed affidati ai frati francescani cappuccini, partecipano alla messa fino ad un migliaio di persone - aggiunge Giuseppina Bellino -. A differenza di noi, in Occidente, la celebrazione festiva, che dura anche due ore ed è animata con canti particolarmente coinvolgenti, è un'occasione di gioia, di incontro atteso, il momento più importante della settimana per la comunità cristiana, una testimonianza di fede autentica. Il grosso problema è rappresentato, appunto, dal fatto che questa chiesa non dispone di una campana e per richiamare i fedeli alla preghiera ci si aggiusta con il cerchione di un camion».
L'obiettivo è quello di riuscire a regalare agli amici di Vingunguti una campana, dunque, magari di quelle ancora issate su campanili di chiese sconsacrate o cappelle abbandonate nei remoti angoli del Canavese. Oppure, riuscire a trovare qualche artigiano, abile nell'antica arte di dar ‘voce' ai metalli. Impresa non facile, certo, ma proprio per questo anche più intrigante.
«Se penso all'Africa, oggi, per me non è più un continente astratto, anonimo, ma mi richiama alla mente ed al cuore persone concrete, che hanno un volto, hanno un nome» confessa Giuseppina Bellino. Volti e nomi amici che si possono aiutare concretamente attraverso adozioni a distanza, per esempio, acquistando prodotti di artigianato etnico nei mercatini allestiti per raccogliere fondi che gli stessi volontari canavesani si fanno carico di consegnare direttamente alle suore che operano a Vingunguti. C'è bisogno di una campana, ora. I fedeli della missione l'aspettano. Aiutiamoli. Per contatti, telefonare allo 0124/7577).

Chiara Cortese